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Il Vizietto, ovvero Gabbie di Matti che anticipano le Drag Queen


04.07.2010 - Francesca Fiorini Lara

La Cage aux Folles (Il vizietto in italiano) è un testo teatrale che venne messo in scena la prima volta nel 1973. Scritto da Jean Poiret (attore, regista e drammaturgo francese) e interpretato dallo stesso autore insieme a Michel Serrault nei primi anni ’70, divenne un successo nazionale francese.

Lo stesso testo, a distanza di 5 anni, venne  riproposto in chiave cinematografica grazie all’adattamento dello stesso Jean Poiret  e alla regia di Edouard Molinaro. Protagonisti della pellicola Ugo Tognazzi (nel personaggio di Renato, manager e proprietario del Cage aux Folles, un locale notturno molto in voga sulla riviera francese) e Michel Serrault (che interpretava il personaggio di Albin, in arte 'Zaza Napoili', compagno di vita di Renato ed etoile degli show del Cage aux Folles.

Compagni non solo di vita ma anche nella scena, i due si ritrovano di fronte a un dilemma quando, all’annuncio del fidanzamento del figlio di Renato con la figlia un importante politico locale conservatore, il futuro sposo si ritrova a dover presentare la propria famiglia prima delle nozze.

Vincitore di autorevoli riconoscimenti, dal  Premio César per Michel Serraul, ai Golden Globe come miglior film straniero, fino alle nomination gli Oscar (tre candidature, sceneggiatura, costumi, scenografie), il film è considerato una delle commedie più divertenti in assoluto. La trama gioca su un doppio registro e i personaggi su un doppio ruolo; non solo si affronta il tema della convivenza di una coppia omosessuale, ma ci si ritrova a scoprire anche le vicende di una coppia aperta, un po'  “scoppiata” per l'appunto. In realtà il reale  vizietto a cui si allude nel film corrisponde alle scappatelle che di tanto in tanto il personaggio di Renato ha con altre donne. E allora ecco scatenarsi  la gelosia di 'Zaza', che diviene tragicomica, perchè condita dall’isterismo e dall'egocentrismo. 

La sceneggiatura in realtà non risparmia nessun luogo comune sull'omosessualità, soprattutto nel personaggio di Albin, tuttavia l'intento è quello di  mostrare come i sentimenti di  Albin e Renato, le crisi e i litigi siano uguali a quelli delle coppie etero. Il risultato è decisamnete accattivante e mai volgare.

Ad ogni odo, negli anni '70 la pellicola ha contribuito  a rendere familiare la figura dei gay.

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