05.07.2010 - Monia Raffi «A tutte le attrici che hanno fatto le attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre» Da Tutto Su Mia Madre Il colore è una costante significativa nell’opera di Almodóvar: da Pepi, Luci, Bom… (1980) a Gli abbracci spezzati (2009), la fotografia vivida e le scenografie al limite del kitsch — se vogliamo intendere questa parola nella sua connotazione positiva — riconduce a livello espressivo i contenuti spesso violenti delle sue pellicole. Fin dagli albori della carriera, Almodóvar si è distinto come il regista dei proscritti, tessendo storie fatte di passioni sanguigne e di amori al limite che s’intrecciano, però, con la quotidianità: anche quando i suoi protagonisti fanno parte di cerchie marginali non sono avulsi dalla società, ma vivono nella concretezza del mondo reale. Ad accoglierli è lo sfondo di una Spagna mediterranea, con la sua musica, i suoi profumi, la sua gente ricca di un passato complesso e contraddittorio; da tale contesto culturale il regista riprende e fa proprio uno dei suoi tratti fondamentali, vale a dire la struttura spiccatamente matriarcale di una società dove la donna, la madre è la protagonista indiscussa.
L’universo femminile non si restringe soltanto ad un genere, ma a tutti coloro che si sentono donna. Emblema della poetica del regista spagnolo rimane però Tutto su mia madre: nonosatnte sembri scontato citarla, essa sviluppa tutte le tematiche abbozzate nelle pellicole precedenti ed anticipa quelle dei film successivi. La forza della donna è presentata nel contesto della perdita e della fine, le sue protagoniste sono al tramonto della carriera come Huma o della vita come Maria, ma non rinnegano la possibilità che dalla perdita rinasca nuova vita. La vita è come un palcoscenico (altro tema carissimo ad Almodóvar è quello dello spettacolo) dove dopo la caduta è necessario rialzarsi, e grazie alla coesione che esse dimostrano possono procedere nell’esistenza: la morte, la malattia, la droga ne fanno parte e come tali non vanno subite ma combattute.
Il regista mostra una forza d’animo invidiabile delle donne che ritrare, poiché esse sono coscienti –come sottolinea Agrado – che l’autenticità costa molto. E quest’autenticità che le donne cercano, se letta in senso più ampio, è la volontà di essere libere dagli schemi e dai pregiudizi di una società che da sempre le ha subordinate agli uomini, rivendicandosi grazie alla loro capacità congenita di lottare. |

Per quasi cinquant'anni sono stata una donna meravigliosa, adesso è venuto il momento di diventare una persona meravigliosa.
da Tacchi a spillo (1991)
Pedro Almodóvar nasce a Calzada de Calatrava il 25 settembre 1949. A nove anni emigrò in Estremadura e lì studiò presso i frati Francescani e Salesiani (in seguito bollerà come negativa tale esperienza). A sedici anni si trasferì a Madrid per studiare alla scuola nazionale di cinema. Tale esperienza, però, gli sarà preclusa dalla chiusura della scuola, voluta dal dittatore Francisco Franco. Lavorò per dodici anni nella Compagnia Telefonica Nazionale Spagnola e contemporaneamente si interessava di cinema e di teatro d'avanguardia ed era membro del gruppo teatrale Los Goliardos. I suoi primi cortometraggi risalgono al 1972; successivamente divenne uno dei protagonisti della movida madrileña. Nel 1985 fondò con il fratello Agustín la società di produzione El Deseo, che produsse i suoi primi film e finanziò l'opera di altri registi spagnoli; allo stesso tempo fondò con l'amico McNamara un gruppo musicale. Nel 1989 ha vinto il Nastro d'Argento ed il David di Donatello come miglior regista; nel 1999 ottenne il premio per la migliore regia al Festival di Cannes per Tutto su mia madre. Nel 2000 ha vinto l'Oscar per la miglior pellicola straniera con Tutto su mia madre e nel 2003 ha bissato questo successo ottenendo un altro Oscar alla migliore sceneggiatura originale per Parla con lei. Nel 2003 protestò contro l'Academia de las Artes y las Ciencias Cinematográficas, che non aveva appoggiato la nomination di Parla con lei al premio Oscar. Nel 2004 abbandonò l'Accademia per diventare uno degli autori cinematografici più attivi del gruppo del No a la guerra. Dopo gli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004 ha affermato che "il PP era sul punto di provocare un colpo di stato" nei giorni seguenti gli attentati.
FILMOGRAFIA
Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (1980)
Labirinto di passioni (1982)
L'indiscreto fascino del peccato (1983)
Che ho fatto io per meritare questo? (1984)
Matador (1986)
La legge del desiderio (1987)
Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1988)
Légami! (1989)
Tacchi a spillo (1991)
Kika (1993)
Il fiore del mio segreto (1995)
Carne tremula (1997)
Tutto su mia madre (1999)
Parla con lei (2001)
La mala educación (2004)
Volver (2006)
Gli abbracci spezzati (2009)
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