05.07.2010 - Valentina Iuffrida Ferzan Özpetek viene banalmente associato ad una filmografia gay o gay-oriented. Se invece si scava un po’ sotto la superficie coloratissima delle sue storie si scorge, senza neppure tanta difficoltà, tutto un mondo fatto di persone, famiglie, sentimenti e tanta ironia. Una realtà concreta e idealizzata allo stesso tempo. Il contesto è sempre quello borghese: un gruppo di persone spesso benestanti, un accenno quasi dovuto di emarginazione, individui, omo ed etero, perfettamente inseriti in un tessuto sociale ostile nella realtà, non rilevato nei film del regista turco. Ne Le Fate Ignoranti del 2001, i nostri occhi in questo mondo non incantato, ma a tratti idilliaco sebbene tormentato, sono quelli di Antonia (Margherita Buy),che si trova a dover fare i conti con la morte improvvisa del marito, e con la scoperta della sua vita parallela con Michele (Stefano Accorsi). Una vita fatta di tradizionali pranzi della Domenica e partite di calcio, vissute con una famiglia assolutamente non tradizionale, ma del tutto normale.
Il tema del distacco da una persona cara scomparsa in modo inaspettato si ripropone in Saturno Contro del 2007, in cui è Davide (Pierfrancesco Favino) a perdere Lorenzo (Luca Argentero). Attraverso il suo dolore e quello dei suoi amici (ovvero la famiglia) scopriamo vizi e virtù, debolezze e forze di un gruppo di persone che affronta insieme un momento drammatico. E nessuno riesce davvero a fare caso alla differenza di orientamento sessuale, politico, religioso o sociale di queste persone.
Nella commedia Mine Vaganti del 2010, la famiglia assume un ruolo diverso: sempre colorata e ironicamente proiettata su se stessa, qui non è più quella sorta di campana di vetro che ripara, conforta e protegge. Qui è la campana da infrangere e da cui scappare per poter essere liberamente se stessi. Tommaso (Riccardo Scamarcio), pugliese che vive a Roma con il suo compagno, tornato a casa per un breve periodo, osserva la sua “normalissima” famiglia affrontare la vergogna causata dal fratello Antonio (Alessandro Preziosi), che ha dichiarato la sua omosessualità. In una girandola di personaggi, gag divertenti e cose non dette, il regista decompone la famiglia “normale” e ritorna all’individuo, ai suoi pensieri, ai desideri, ai segreti.
É questo il gioco di Özpetek: mettere in scena “la normalità”, rovesciarla, destrutturarla e ricomporla a suo piacimento, con delicatezza e ironia, per dimostrare che anche se gli addendi cambiano, il risultato è lo stesso. Molto spesso quando si sommano persone, si ottengono famiglie. |

Ferzan Özpetek nasce a Istanbul nel 1959. Si trasferisce in Italia nel 1976 per studiare Storia del cinema a La Sapienza di Roma, completa la sua formazione frequentando corsi di Storia dell'Arte e del Costume all'Accademia Navona e corsi di regia all'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico. l suo debutto cinematografico come regista avviene nel 1997 con il film Il bagno turco (Hamam), una co-produzione tra Italia, Spagna e Turchia. Nel 1999 realizza Harem Suaré, ambientato nella sua terra natale, raccontando la tormentata storia d'amore tra la favorita del sultano, Safiye, e l'eunuco Nadir, sullo sfondo della caduta dell'Impero turco. La storia viene scritta dallo stesso Özpetek e ottiene un buon riscontro di pubblico e critica, venendo presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 1999 e successivamente proiettato al London Film Festival e al Toronto International Film Festival. Nel 2001 dirige Le fate ignoranti, interpretato da Margherita Buy e Stefano Accorsi. Il film ottiene un grande riscontro di pubblico e critica, vincendo tra l'altro 5 David di Donatello, 4 Ciak d'Oro e 3 Globi d'oro. Nel 2005 realizza Cuore sacro che ottiene un minor successo rispetto ai precedenti lavori, dividendo la critica. Nel 2007 viene distribuito nelle sale Saturno contro che ottiene un buon successo, vincendo 4 Ciak d'oro, 5 Globi d'oro, 4 Nastri d'Argento e un David di Donatello come miglior attrice non protagonista, assegnato ad Ambra Angiolini. Nel 2007 fa parte della giuria della sezione ufficiale della 64ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il 2008 segna un svolta nella sua carriera:termina il sodalizio artistico con Gianni Romoli e Tilde Corsi, affidandosi alla Fandango di Domenico Procacci, inoltre per la prima svolta lavora su un film non basato su una sua sceneggiatura ma adattando per il grande schermo il romanzo corale di Melania Gaia Mazzucco Un giorno perfetto. La pellicola viene presentata in concorso alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Nello stesso anno il MoMa di New York ha dedicato una retrospettiva al regista italo-turco, proiettando tutti i suoi sette film. È uno dei pochi registi italiani ad aver avuto questo onore.
Nel 2009 intraprende una nuova avventura cinematografica, dopo aver scritto una sceneggiatura a quattro mani con Ivan Cotroneo, dirige il film Mine vaganti. Il 22 maggio 2010 la città di Lecce gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

FILMOGRAFIA
Il bagno turco (1997)
Harem Suaré (1999)
Le fate ignoranti (2001)
La finestra di fronte (2003)
Cuore sacro (2005)
Saturno contro (2007)
Un giorno perfetto (2008)
Mine vaganti (2010)
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