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La scandalosa passione di due letterate del novecento


05.07.2010 - Maria Rosaria Donisi

Violet e Vita si scrissero più di cinquecento lettere e vissero una passione bruciante, considerata scandalosa ai tempi dell’Inghilterra del primo Novecento. Due zingare, in un mondo fatto di perbenismo e di apparenze. La loro corrispondenza racconta di fughe, travestimenti e tante lacrime.


Ti amo Vita, perché ho dovuto lottare tantissimo per te.
Ti amo perché hai accettato il mio anello. Ti amo perché non ti arrenderai mai. Ti amo per la tua bella intelligenza, per le tue ambizioni letterarie, per la tua inconsapevole (?) civetteria. Ti amo perché hai l’aria di non dubitare nulla! Amo in te ciò che possiedo anch’io: l’immaginazione, il talento per le lingue, il buon gusto e un mucchio di altre cose …
Ti amo, Vita, perché ho visto la tua anima …

Le lettere scritte da Violet (tra il 1818 e il 1921), furono ritrovate alla morte di Vita Salckville-West; erano state accuratamente catalogate e conservate in un cassetto del suo studio. Violet le aveva chiesto di bruciarle dopo averle lette, ma Vita non ebbe mai il coraggio di disfarsene.
Le lettere di Vita invece furono bruciate dal marito di Violet.

Il loro scambio epistolare ebbe inizio quando entrambe erano giovanissime; amanti dei viaggi, dell’arte, del Gran Tour che all’epoca i giovani dell'aristocrazia  anglosassone effettuavano in Europa e soprattutto in Italia, si incontrarono in diverse capitali. Dalle lettere viene fuori che la loro meta preferita era Parigi, ove riuscivano a sentirsi libere, e in quel fermento culturale che le circondava Vita diventava Julian, indossando un cappello e abiti maschili, e Violet era Eve. Camminavano lungo i boulevard, ballavano nei caffè e frequentavano i teatri.

A Londra era difficile stare insieme, soprattutto perché ad entrambe fu imposto di contrarre matrimonio per mettere a tacere i pettegolezzi e il buon nome delle famiglie di fronte l’opinione pubblica. Così Vita sposò Harold Nicolson e Violet fu costretta dalla madre, Alice Keppel, a sposare Denys Trefusis.
Pochi giorni dopo il  matrimonio, Violet partì con suo marito per Parigi. Ad attenderla c’era Vita, folle di gelosia e di rabbia. Passarono insieme una settimana di passione e decisero di affrontare Denys al quale raccontarono tutta la verità, ma proprio mentre stavano per realizzare il loro sogno più grande, il piano fu impedito dalle madri delle scrittrici. Entrambe soffrirono terribilmente di questa separazione. Trascorsero anni a progettare la loro fuga per vivere in un’altra terra (desideravano trasferirsi in Sicilia),  dove sarebbero state libere. Desideravano un’altra vita, rimproverandosi di non essere riuscite a gestire al meglio quella che stavano vivendo. 

Violet fu sempre molto passionale, Vita, pur rispecchiando una natura meno impetuosa, riusciva a rassicurare Violet del suo amore:


Mitya, sei meravigliosa – le mie labbra bruciano ancora per i tuoi baci! Ti parlo di infelicità, di gelosia, rancore, malizia, e sembri capire tutto. […] Dioniso! Di tutti tuoi «travestimenti» il più riuscito! Sei bella, splendida: piena di ardore e gioventù, creativa, vigorosa … non umana!!?? NO!
(Quanto ti adoro) …

Mytia, Lushka, Calisto Dimitri, sono solo alcuni dei soprannomi che utilizzavano nelle loro lettere; amavano scriversi in un linguaggio segreto, la lingua degli zingari d’Ungheria.

In Anime Gitane si riesce a toccare con mano l'ardore, l'impulso amoroso, e poi si vede tristemente sparire ogni speranza.
Vita e Violet vissero molto di più di un amore saffico, furono affinità elettive e allo stesso tempo assaporarono le gioie della carnalità.
Le lettere, così raccolte, invitano a prendere le distanze dalla pochezza  e dalla banalità con un linguaggio spudorato per quei tempi, ma mai volgare, e ricco di venature poetiche.
 

Ascolta la mia voce Mitya, per una volta non penso solo a noi. Tutte le sublimi e magnifiche figure della storia ti tendono le mani. […] Devi votarti al mondo dell'arte, dell'avventura, dello spirito d'iniziativa, dell'azzardo, del libero amore. […] Ti voglio per me, ma ti voglio anche per la storia. Ti voglio per l'Immortalità.


Le lettere di Violet più che lette, andrebbero ascoltate ad occhi chiusi, e declamate a gran voce ...           

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