16.08.2010 - Maria Peritore Il buio è generalmente mancanza di luce, talvolta associato al silenzio, e in qualche caso, può anche prendere la forma di una stanza senza nè porte né finestre,squarciata da urla afone, da parole impresse in un vecchio quaderno che gridano vendetta. Di un buio fitto ed interiore narra Concetto al Buio, secondo romanzo di Rosario Palazzolo, pubblicato da Perdisa Pop Editore per la collana Babele Suite. Il nucleo principale della storia ruota intorno a uno sconvolgente e ripugnante segreto, tanto da suscitare una rabbia incontrollabile e al tempo stesso irritante, così abietto da far fuggire persino Dio, facendolo addirittura scomparire, per lasciare al suo posto una persistente sensazione di stretta alla gola che non abbandona e avvince fino all’ultima pagina. Nella penombra stagnante di una“ragionevole verità” e alla luce evidente di infami soprusi, un tredicenne diventa, in un sapiente e arguto intreccio narrativo, una sorta di uno e trino, vittima e testimone di una tragedia familiare che chiude un cerchio infausto e maledetto sullo sfondo di una Palermo”storica” che evapora, in un’apparente normalità, al cospetto di santi veri e finti predicatori. La narrazione forte di una scrittura serrata, che offre il fianco a ben orchestrati depistaggi, restituisce l’esatto timbro di una piccola” voce di strada” che travolge, affonda come lama nei bordi di una ferita, a volte si stempera, raggiungendo lo zenit nei memorabili passaggi che racchiudono i dialoghi impertinenti e dissacratori con un Gesù, imputato e quasi condannato in contumacia, e che finiscono per restare nella coscienza di chi legge come un urlo munchiano distorto. |

Titolo: Concetto al Buio
Autore: Rosario Palazzolo
Editore: Perdisa Pop
pp: 128
Prezzo: 9,00
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