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Toh, è Morta la Nonna!


31.08.2008 - Davide Ferrara

La morte di una nonna estremamente arzilla potrebbe mai generare, una serie di morti a catena? La risposta ovviamente è sì, specie se ritroviamo questa improbabile “carneficina” in un film di Monicelli. Toh, è morta la nonna!, pellicola uscita nel 1969 e massacrata dalla critica dell'epoca, è una commedia surreale e grottesca che ci fa gustare un Monicelli in stato di grazia. Alla morte di nonna Adelaide, proprietaria di una ditta produttrice di antiparassiti, tutta la famiglia Ghia (il cui nome è una sorta di “anatema” per qualsiasi tipo di insetto) si mobilita per il funerale, con il vero intento di accaparrarsi le fortune di famiglia. Monicelli, partendo da questo spunto narrativo, accenna più volte a una pesante critica nei confronti della società alto-borghese degli anni'70, intenta esclusivamente a far soldi a qualunque prezzo, anche a costo di mettere del veleno nel caffè di un parente... Il soggetto è abbastanza semplice e inflazionato (viene in mente il folle Invito a cena con delitto), ma messo in scena in maniera perfetta: il beat-jazzy di Piero Piccioni si mescola sapientemente con il montaggio frenetico di Ruggero Mastroianni, contribuendo ad accentuare gli stilemi tipici di una farsa tragicomica. Da sottolineare che il Festival ha avuto il gran merito di farci riscoprire questo "gioiellino" cinematografico, nascosto per diverso tempo in vecchi archivi impolverati. Anche questo significa voler bene al nostro cinema. I vecchi maestri, come dei sapienti nonni, hanno ancora molte storie da narrarci.

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