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Predators: Prove Generali di MACHETE


16.08.2010 - Michele Annese

Era il lontano 1987 quando il Maggiore Dutch Schaefer (Arnold Schwarzenegger) dichiarava anche con una certa presunzione che ciò che poteva essere ferito poteva anche essere ucciso.
Sono trascorsi molti anni da allora e ci sono stati tanti sequel: Predator 2 del 1990, Alien vs. Predator del 2004 e Alien vs. Predator 2 (Aliens vs Predator - Requiem), fino ad arrivare al film di quest’anno Predators, e ne sono morti di predatori, ma quello che non morirà mai è il personaggio cinematografico di uno degli alieni più riusciti di sempre. 

In questa sede però non vogliamo parlare di questo splendido esemplare di razza aliena , ma del film in sé e dei suoi personaggi. Prima tra tutte la produzione: Roberto Rodriguez annovera fra i produttori del film e dove c’è Rodriguez non può certo mancare uno dei suoi attori principali che ha noi sta molto a cuore il mitico Danny Trejo.

La storia è questa: uno strano gruppo di persone fra ergastolani, assassini e delinquenti di ogni genere, ma anche soldati appartenenti alla più disparate organizzazioni militari, viene paracadutato in una giungla che presto si scoprirà essere di un pianeta extraterrestre. Vien da sé che la strana combriccola dovrà organizzarsi per sopravvivere tra faide interne dei singoli individui legate alla scelta di un leader più o meno carismatico e più o meno riconosciuto e   il piccolo particolare che questo mondo è abitato da simpatici Predators. Del gruppo il primo a morire chi poteva essere? Oviamente il povero Danny! E questa è l’unica nota stonata del migliore dei vari succitati sequel di Predator.


Tuttavia è stato molto emozionante vedere, anche solo per pochi minuti il “sarà Machete” Trejo impugnare un paio di Uzi sub – Machine Gun…in attesa di Venezia possiamo ritenerci quasi soddisfatti.

 

 

 

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