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Benevenuti a Venezia


01.09.2010 - Valeria Roccella

 Dalla nostra inviata al Lido, Valeria Roccella


Tarantino: Sono onorato di essere qui, adoro fare film. Non mi importa se i miei film piacciono o no, lotto comunque solo per fare ciò che mi piace. Fare film e fare da giuria sono comunque due cose diverse. 
È come essere sempre un'artista, più che un intellettuale, vedere come le persone interagiscono con l’opera. Fare da giuria poi si riflette nei film che si fanno, si diventa più critici.

Domanda: Se dovesse pensare in un istante di fare un film a Venezia, a cosa e chi penserebbe?
Tarantino: Sono un vero fan della gelosia, potrei fare un film a Venezia con Barbara Bush su questo fantastico tema!

D: Come farà a non fare confusione tra una proiezione e l’altra per riuscire a soffermarsi meglio su ogni singolo film?
Tarantino: Sono un “weirdo”, non ho bisogno di fermarmi e svuotare la mente tra un film e l'altro perché faccio sempre il pieno di film già a casa mia ogni giorno. Adoro vedere film!

 

Domanda: È difficile giudicare i colleghi italiani in questo periodo storico?
Salvatores: È bello entrare in un sogno di un altro, innamorarsi del lavoro di un’altra persona, dimenticarsi dei propri film ed entrare negli altri. Mi farebbe piacere se vincesse un italiano ma bisogna innamorarsi dei film indipendentemente dalla loro nazionalità.

Domanda: Perché c è solo una donna in giuria?
Dapkunaite: È la logica della giuria, per non avere conflitti di interessi, sono comunque contenta di essere qui e fare parte di questo grande festival.

 

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