Dalla nostra inviata al Lido, Valeria Roccella

Domanda: Black Swan, una pellicola "very strong", qual è l'intento del film?
Aronofsky: In questo film abbiamo cercato di catturare la realtà.
Benjamin Millepied, il coreografo, è stato molto bravo in questo. La Mostra è una grande vetrina, abbiamo lavorato 24 ore al giorno per essere qui. Per quanto riguarda gli effetti speciali, li ho utilizzati anche nei precedenti film, danno una spinta in più. È un periodo difficile in America, e io adoro lavorare coi filmakers, ma è troppo facile fare remake piuttosto che sperimentare e rischiare. Io preferisco sperimentare e rischiare.

Domanda: Come è stato lavorare con Aronofsky?
Natalie Portman: Io e Darren abbiamo già fatto un film insieme nel 2002, quindi ero già abituata a lavorare con lui anche fisicamente. E a proposito delle coreografie, è stato fantastico!
Domanda: Questo è un film molto intimo, sulle metafore umane, sull' esistenza e sulle difficoltà di stare al mondo?
Aronofsky: Non ne ho idea, al momento sembrano queste le prme impressioni nel vedere la pellicola.
D: Perché ha chiamato la Portman Pink?
Aronofsky: Lo abbiamo deciso tutti insieme, nel film c' è tanto bianco e nero e il rosa è un colore naturale, neutro, femminile, come l’opposto è il verde (materno, lontano, sensuale).
Domanda: Si sente più bianca o più nera?
Portman: Non mi sento totalmente nessuno dei due, forse il nero che è un “black way”, più cupo e profondo, mi ispira di più.
Domanda: È stato difficile per te questo film?
Cassel: Da bambino ho studiato danza, questa disciplina ha fatto parte della mia educazione.
Ho lavorato così tanto da diventare pazzo tanto che ora ho dimenticato tutto!
