Dalla nostra inviata al Lido, Valeria Roccella:

Questo film è un sequel-remake di Fist of Legend del '94 e di Dalla Cina con Furore del ’72. Questa è la storia di Bruce Lee, la storia di un mito.
Domanda: Com'è nata l'idea?”
Andrew Lau: C'è stata una lunga preparazione; prima di cominciare a girare sentivamo una pressione molto forte perchè avevamo alle spalle i primi due film. Ma ci è sembrato naturale tentare il ramake anche perchè volevamo dare un messaggio politicamente corretto.
Ho usato una tecnica totalmente diversa rispetto al passato, perchè è giusto rinnovarsi.
Spero di esser riuscito abbastanza bene nell’intento.
D: In Legend of The First: The Return Of Chen Zhen naturalmente si parla di kung fu, ma rispetto al passato sembra comparire un ammodernamento stile matrix. Inoltre, in alcune sequenze le immagini scorrono molto velocemnete, come se si trattasse di un videoclip o addirittura di vari trailer messi insieme.
Andrew Lau: È stato fatto apposta, per questo siamo qui!
Vogliamo rendere i film più divertenti, di intrattenimento, questo è il nostro lavoro.
Son contento che Legend Of The Fist: The Return Of Chen Zhen sia stato proiettato nel primo giorno della Mostra.
A primo impatto potrebbe sembrare un film commerciale, ma in realtà è un prodotto divertente e allo stesso tempo interessante. In genere i film che vengono proiettati il primo giorno sono più di nicchia.
Quest'anno ricorre il 70° anniversario di Bruce Lee e rifare un suo film (un film su di lui?!? – io credo) è un onore e noi vogliamo esprimere la nostra felicità con la nostra opera, per dare delle emozioni.
Eguagliare Bruce Lee non è certo un compito semplice; abbiamo cercato di ricordarlo attraverso il trucco del protagonista, rendendo simili gli occhi e lo sguardo, ma eguagliarlo è impossibile.
