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Vicino al Colosseo c'è Monti


31.08.2008 - Michele Annese

Il Maestro Mario Monicelli si presenta a Venezia con un documentario dal titolo Vicino al Colosseo c’è Monti. Gli applausi sarebbero stati comunque garantiti. Diciamo la verità, è sembrato che il lavoro del regista, nato a Viareggio, servisse più che altro a giustificare la sua presenza alla Mostra. Si parte dal 29 di via Dei Serpenti dove abita Monicelli per continuare in questa ipotetica passeggiata attraverso uno dei quartieri più antichi di Roma, il rione Monti appunto. Qui, attraverso interviste ai rappresentanti più “illustri” del rione, visiteremo macellerie, circoli privati, edicole e quant’altro. La processione, il passaggio della banda, le immagini rubate qua e là, sembrano scene riprese apparentemente senza una vero e proprio scopo narrativo, ma solo per il gusto di mostrare un luogo rimasto pressoché intatto nello spirito, conservatosi come un paese fuori dal tempo, un piccolo borgo nella maggiore metropoli italiana. La macchina da presa indugia sugli abitanti del rione, senza tralasciare nessuno: macellai, antiquari, vecchi e bambini, persino un barbone ripreso diverse volte. Unica pecca, forse, quella di aver mostrato un ambiente un po’ troppo filo borghese, dimenticando uno dei luoghi di culto giovanili moderni come l’Angelo Mai, un centro sociale sgomberato poco più di un anno fa, sorto su un ex collegio e in cui si svolgevano diverse attività culturali, ma dubitiamo che Monicelli ne fosse a conoscenza. Per questa minuzia possiamo perdonare il grande Mario.

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