articolo

Wall Street – Il Denaro non dorme Mai


30.09.2010 - Nicole Orefice

Michael Duglas torna a fare il cattivo ma solo sullo schermo. Il suo Gordon Gekko sarà nelle sale dal 15 Ottobre, con denti meno affilati ma sempre pronto a sfidare la crisi. Ma state tranquilli, non ha intenzione di ammorbidirsi troppo. Il mondo, non solo quello finanziario, è cambiato, la crisi domina su tutto, la corruzione è sempre più dilagante e pronta a sconvolgere gli assetti economici mondiali.
Il “nuovo” Gekko esce dal carcere, fa da mentore a un giovane broker, tenta di recuperare il rapporto con la figlia e se la vede con nuovi squali. La sua vita è capovolta: è stato otto anni in carcere e non ha un soldo. Ma il lupo perde il pelo e non il vizio: gli anni di prigionia non l’hanno cambiato e l’avidità e la sete di denaro sono come una droga per lui. Non ne ha mai abbastanza.
Sono passati 23 anni dalla pellicola originale, Wall Street, dove l’unica cosa che conta è il potere del denaro.
“Gekko il grande”, lo squalo del New York Stock Exchange, non si era fermato davanti a niente e a nessuno pur di raggiungere il suo scopo: fare soldi. Michael Douglas rappresenta il tipico “self– made man”, l’uomo che si è fatto da solo in un ambiente in cui ciò che conta è arrivare alle più alte vette della società.

Anche la regia è sempre la stessa, capitanata dal grande Olive Stone che ci offre 136 minuti di ritmo sostenuto, dolly sui grattacieli, rallentamenti e accelerazioni adrenaliniche, tutte caratteristiche del suo cinema. La sceneggiatura in questo sequel, come nell’originale, punta alle vicende personali dei protagonisti individuali e al contempo tenta di ridisegnare la nuova geografia economica dell'America (e quindi del mondo).
E così Stone gioca su due piani: da una parte Gekko torna alla ribalta per riempirci occhi e orecchie della sua abile avidità, dall'altra inchioda l'America alle sue responsabilità.
Se nel lontano 1987 c’era molta fiction, in questo Wall Street c’è molta società moderna. Gordon sembra essere smarrito di fronte alla crisi che cambia e al diffondersi della speculazione.
Si parla anche di un Wall Street 3 dove forse potremmo avere una nuova speranza: guardare avanti e sperare che questa volta lo scenario sociale possa davvero cambiare.

articolo precedente| torna indietro | segnala articolo | permalink | social bookmark | versione stampa | sezione superiore | articolo successivo

 

   

VIDEO CORRELATI- Intervista a Stefano Sarcinelli


Parte prima per Il Machete di Francesca Fiorini Lara