
Inizio più burrascoso forse non c'era mai stato. La fu Festa del Cinema di Roma che dal 2008 si è trasformata in Festival è partita tra polemiche e picchetti.
Circa 1.500 persone del movimento "Tutti a casa", infatti, hanno fatto irruzione ieri pomeriggio sul tappeto rosso del Festival del Cinema di Roma, alla sua quinta edizione, invadendo la cavea per protestare contro i tagli del governo allo spettacolo e il mancato rinnovo delle agevolazioni fiscali per il settore.

Al motto di "Tutti a casa", con fischietti, slogan e cartelli, dopo aver percorso il tappeto rosso si sono seduti proprio davanti all'ingresso della sala Santa Cecilia poco prima che la rassegna iniziasse con Last Night.

Nel cinquantenario de La dolce vita, a cui la direzione del festival tributa un ormai stantio e ridondante omaggio, utilizzando come slogan “Lunga e dolce vita al grande cinema”, a tenere banco non è dunque il cinema inteso come mezzo di elevazione culturale, bensì il cinema come inutile sperpero di denaro.
Ovviamente qui al Machete la rivolta ci ha fortemente fomentati quindi ci apprestiamo a vivere questa nuova edizione del Festival con il machete tra i denti, cercando di raccontarvi il cinema dalla parte di chi lo trova uno strumento per nulla inutile e neanche troppo dispendioso ma necessario per comprendere lo "spazio" circostante, persuasi che se esiste un mezzo in grado di raccontare questo aspetto sia senza dubbio la settima arte.

Cercheremo di raccontarvi i film, le storie, i volti, i personaggi gli sguardi e i punti di vista, senza la pretesa di ”essere sul pezzo” ma con la voglia di esserci con leggerezza e ironia, cercando di farvi vivere e gustare questa grande magia. Bando alle ciance dunque e speriamo di vedere una gran quantità di bei film.
