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Shimjangii-Thyney/My Heart Beats


30.10.2010 - Maria Rosaria Donisi

 dal Festival Internazionale del Film di Roma

Maria Rosaria Donisi


Il set di un film a luci rosse può rivelarsi lo scenario adatto per trovare il vero amore?
Juri d’un tratto decide di cambiar vita, di mettere da parte le sue frustrazioni, e lo fa in un modo per nulla convenzionale.
Assistente universitaria alle prese con degli allievi insolenti e con il romanzo de L'amante di Lady Chatterley che la perseguita, Juri a 40 anni è ancora vergine e per affrontare le paure della prima volta decide di presentarsi presso gli studi di una casa di produzione di film porno di proprietà di un’amica d’infanzia.
Ovviamente la ragazza si rivela del tutto negata per il mestiere dell’attrice hard e questo particolare dà il via ad una carrellata di gag dove l’ironia padroneggia su tutto.
 

 

 
Il film è costellato da simbolismi sessuali che rimandano alla frutta, e da scene più esplicite in cui la protagonista sogna ad occhi aperti di avere un rapporto sessuale con chiunque; ma non solo, il lato graffiante della storia è tutto racchiuso nelle sequenze in cui la ragazza si prepara al debutto cinematografico attraverso un training che comprende un’assidua teoria e un esercizio pratico, rigorosamente svolto in solitudine.
E sarà proprio il set a sdoganare Juri da ogni tabù e farle conoscere un uomo che con la sua dolcezza (che non è affatto tipica dei pornostar) l’accompagnerà alla scoperta del piacere e del proprio corpo.
 


My Heart Beats è un film molto femminile in cui la metafora del cuore non è legata come tradizione al sentimento dell’amore, al contrario il cuore è inteso esclusivamente come organo umano: Juri sogna di poter essere amata da un uomo a tal punto da farsi mangiare il cuore.
Una pellicola che non rispecchia la tradizione asiatica in cui solitamente dominano scenari e sapori antichissimi, ma che invoca la modernità attraverso una serie di simboli, talvolta difficili da comprendere, ma che trascinano lo spettatore in un perturbante senso di curiosità.
 


La storia si conclude abbandonandoci con tanti punti interrogativi in sospeso: la pellicola tende a prendere più risvolti, da quello allegorico a quello romantico, ma finisce per non imboccare nessuna strada.
L’unica certezza con cui ci lascia ha a che fare con la crescita personale della protagonista che deciderà di liberare sé stessa dalle convenzioni.

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