03.11.2010 - Maria Rosaria Donisi Dal Festival Internazionale del Film di Roma Maria Rosaria Donisi
Non è detto che una pellicola debba necessariamente trasmettere delle emozioni, ma quantomeno dovrebbe comunicare un messaggio. Un requiem ininterrotto accompagna le reazioni dei personaggi e i loro istinti sono paragonati a quelli del mondo animale. Non a caso il titolo del film si riferisce alla legge che viene adottata in un canile, dove dopo cinque giorni gli animali randagi vengono soppressi.
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Five Day Shelter
Selezione Ufficiale | Concorso
Regia: Ger Leonard
Sceneggiatura: Ger Leonard
Interpreti: John Lynch, Kate Dickie, Ger Ryan, Michael Fitzgerald, Stella McCusker, Marcella Plunkett
Fotografia: Tim Fleming
Montaggio: Frank Reid
Scenografia: Annabel Konig
Musiche: Alex Leonard
Produttore: Liam O’Neill
Co-produttore: Villi Ragnarsson
Produzione: Paradox Pictures (Irlanda) RedRay Films (Irlanda del Nord)
Co-produzione: Rendez-Vous Pictures (Francia)_
Irlanda, 2010
83'
Irlanda: nel corso di cinque giornate alcune persone si sfiorano, incrociando i rispettivi destini. E senza saperlo, finiscono per influenzare reciprocamente le proprie esistenze, a volte in modo positivo, più spesso in modo drammatico. Jess, assieme alla madre Jean e all'amato cane Mr. Bones, fuggono dal violento patrigno Stephen e cercano rifugio dalla solitaria nonna Margaret. La loro vicina vedova Jackie si riconcilia con i figli e si prende cura di una cucciolata di gattini. Alison, una giovane veterinaria che ha una storia complicata con Stephen, reclama la sua indipendenza e decide di tenersi il figlio mentre Stephen tocca letteralmente il fondo. Nel frattempo Nick, un tossicodipendente senzatetto, salva un cane e assieme decidono di rinunciare alla loro fragile presa sulla vita. Sorprendente ballata triste con sprazzi visionari.
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