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Puccini e la Fanciulla


01.09.2008 - Maria Rosaria Donisi

Nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario della nascita di Puccini, Paolo Benvenuti dedica un lungometraggio a uno spaccato di vita del musicista.
Una serie di intrighi familiari conducono la giovane Doria, cameriera presso la villa del compositore, all’emarginazione e successivamente al suicidio. Il silenzio assordante (i dialoghi sono ridotti all’osso) accompagna per mano lo spettatore nelle atmosfere bucoliche e rarefatte della campagna toscana.
La trama si dipana poco alla volta sino a sciogliere la matassa nel malaugurato finale.
La ricostruzione storica della società degli inizi del ‘900 è attenta e dettagliata, e il lusso sfarzoso della villa si contrappone all’ambientazione scarna della casa della cameriera. Protagonista indiscussa, la musica del compositore che riesce a sposarsi perfettamente con le immagini, merito della sceneggiatura firmata da Paola Baroni e da Paolo Benvenuti.
La scelta del muto, espressione del regista che ambisce a raggiungere il “cinema puro”, fa risultare lenti alcuni passaggi. Fortunatamente le aree pucciniane hanno appagato il pubblico della prima veneziana che ha lungamente applaudito Benvenuti al termine della proiezione.

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