21.12.2010 - Nicole Orefice Il grande regista Mario Monicelli dirige un film che è tutto incentrato sulla contrapposizione fra l'elemento femminile (in maggioranza per le numerose protagoniste) e quello maschile dove i pochi rappresentanti del sesso "forte" vengono presentati come cialtroni e ridicoli sia in vita che in morte (come il conte Leonardo, o addirittura deboli mentali, come lo zio Gugo). |

Regia: Mario Monicelli
Soggetto: Tullio Pinelli
Sceneggiatura: Mario Monicelli, Tullio Pinelli, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Suso Cecchi d'Amico
Produttore: Giovanni Di Clemente
Fotografia: Camillo Bazzoni
Montaggio: Ruggiero Mastroianni
Musiche: Nicola Piovani
Scenografia: Enrico Fiorentini
Interpreti: Liv Ullmann,Catherine Deneuve,Philippe Noiret,Giuliana De Sio,Stefania Sandrelli,Bernard Blier,Giuliano Gemma,Athina Cenci,Paolo Hendel,Lucrezia Lante della Rovere
Italia/Francia
1986
120'
3 Nastro d'argento: regia, montaggio, sceneggiatura
7 David di Donatello 1986: miglior film, regia, montaggio, sceneggiatura, produzione, migliore attrice non protagonista (Athina Cenci), miglior attore non protagonista (Bernard Blier)
Declino di una famiglia del latifondo toscano (Grosseto) che gestisce un'azienda agricola e in cui contano (e lavorano) soprattutto le donne. Grande film borghese che arricchisce il povero panorama del cinema italiano degli anni '80 per il sapiente impasto di toni drammatici, umoristici e grotteschi, la splendida galleria di ritratti femminili, la continua oscillazione tra leggerezza e gravità, il modo con cui senza forzature ideologiche sviluppa il discorso sull'assenza, la debolezza, l'egoismo dei maschi.
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