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La Storia al Cinema


14.02.2011 - Michele Annese e Valentina Iuffrida

Shakespeare, Rembrandt, Beethoven faranno dei film … Tutte le leggende, tutte le mitologie e tutti i miti, tutti i fondatori di religioni, anzi tutte le religioni, aspettano la loro risurrezione nel film, e gli eroi si accalcano alle porte.

             Abel Gance 1927

Si avvicina la notte degli Oscar e tra i film in lizza per la statuetta come miglior pellicola troviamo Il Discorso del Re, diretto da Tom Hooper e interpretato da due straordinari Colin Firth e Geoffrey Rush (nomination miglior attore e miglior attore non protagonista), e The Social Network di David Fincher con la rivelazione Jesse Eisenberg (nomination miglior attore). Due storie vere, due pezzi di storia totalmente differenti ma ugualmente significativi, tanto da sentire l’urgenza di essere raccontati al cinema. Gli eroi si accalcano alle porte dunque, e il cinema ben volentieri li mette in fila e li racconta in film più o meno memorabili che parlano di persone certamente memorabili. Partendo quindi da una riflessione su come possa mutare un personaggio che in definitiva dovrebbe essere lì, fissato nella Storia, nel momento in cui quella storia diventa pellicola, e come quindi eroi più o meno noti possano essere visti e raccontati in modi tanto dissimili, abbiamo voluto mostrarvi alcuni esempi di uomini che per ragioni diverse l’umanità ricorda, visti con gli occhi di alcuni fra i più grandi registi di sempre.

E naturalmente con i nostri occhi, in una carrellata “personale” che lascia sicuramente fuori molti esempi.

Gli anni passano, i miti invecchiano” diceva una canzone de Modena City Ramblers e, noi aggiungiamo, cambiano i modi di raccontarceli, rispetto al passato, rispetto a storie simili e rispetto alla Storia stessa.

Talmente tanto da essere, a ragione, considerate opere assolutamente uniche.

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