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Cleopatra


14.02.2011 - Andrea Zanacchi

Parliamo di Cleopatra.
Che film!
Va bene, lo ammetto, sinora non avevo mai visto Cleopatra, ma meglio tardi che mai!
Tutti conosciamo questa figura storica e leggendaria, e la forza di questa donna che è riuscita a mettere ai propri piedi i più grandi uomini dell’impero Romano.
 Un film in cui emergono "Passione e strategia”, come afferma Cesare in una battuta riferendosi alla protagonista.
 


Cleopatra è un film che ti rapisce, lo si comincia a vedere con scetticismo, considerando le quattro ore di durata, ma poi riesce a catturarti catapultandoti in quei luoghi così suggestivi, ricreati con tanta sapienza, facendoti sentire un po’ parte dell’arredamento, o del popolo che rumoreggia nelle strade del mercato.
La macchina da presa è un occhio che spia il ricrearsi della Storia. Ma non si tratta soltanto di questo.
 


Nonostante le scelte registiche forse obsolete (?!?), i fondali dipinti, la recitazione in molti casi, artificiosa, Cleopatra è un grandissimo omaggio al Cinema del tempo che fu, quello fatto dagli operatori, in cui il lavoro delle persone era fondamentale per la riuscita del film; il cinema delle pellicole e dei lunghi montaggi realizzato come veri e propri "taglio e cucito", insomma, il cinema fatto dalle persone e non dal digitale.
 

Cleopatra è  un film in cui la poesia dei corpi, delle ambientazioni e delle battute, si unisce alla realtà storica,  distorta in rari casi per necessità narrative o lacune storiche, ma ricreata con cura, attenzione e suggestione. Difatti nell’ultima sequenza  non si può non restare sorpresi.


 
Ti sembra sia stata una degna fine?" chiede Agrippa alla ragazza. "Più che degna... degna dell'ultima regina d'una grande stirpe!

 

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