20.03.2011 - Michele Annese Era il 2007 quando decisi che in una tesi sul Cinema Trash non poteva mancare un'intervista al personaggio che forse più di ogni altro ne aveva incarnato l’essenza. Un grande attore votato a quella cinematografia. Da De Filippo a Bombolo il passo non è così breve, ma sono state le sue grandi capacità di attore a rendere possibile l’uno e l’altro tipo di recitazione. Questo è il mio personale saluto e quello di tutta la redazione de “Il Machete” a un grande del cinema italiano. Casa del Signor Cannavale, Napoli 18/02/2007 Salve Signor Cannavale. «Salve ragazzi, prendete un caffè?» Sì, grazie volentieri! Caffé napoletano D.O.C.? «Napoletano, napoletano! A cosa ti serve l’intervista?» Beh, per la tesi! «E dopo cosa pensi di fare?» Mah, non saprei, mi piacerebbe fare il giornalista ma è davvero difficile trovare lavoro. «E sì, oggigiorno è dura … solo una grande guerra può salvare l’umanità! Siamo troppi! (scherza) “Hanna murì quatt, cinque milioni e’ persone!!!”» ( Risate ) Qualche guerra ancora c’è! «E vabbè, ma qua! (in Italia).» Scherzi a parte, Enzo Cannavale nasce a Napoli nel 1928, a che età ha cominciato a lavorare nel mondo dello spettacolo? «Dunque, io prima di fare il professionista ho fatto molta compagnia amatoriale, filodrammatici, allora così si chiamava: filodrammatici. Mo si chiama teatro amatoriale. Niente, poi così. Eduardo De Filippo cercava degli attori tramite un giornale, un giornale, non questo qua, quello vecchio. Io mi presentai e mandai delle fotografie. Sul giornale c’era un pezzo della sua commedia e bisognava recitarla. Anche perché c’era un mio amico, un attore molto bravo che purtroppo non c’è più! Il quale mi incoraggiava dicendo “Vai, vai, prova!” anche se io all’epoca avevo già un posto…» Di che lavoro si trattava? «Impiegato statale. Andai là e feci sto provino, mi dissero poi le faremo sapere. Pensai fra me e me, “Sì, va bene, le solite cose!” e me ne andai. Invece poi ricevetti un’altra chiamata, presentarsi al Teatro San Ferdinando, il teatro di Eduardo, e mi presentai con lo stesso pezzo della commedia. Però Eduardo non c’era, seppi dopo che lui era nascosto, non si faceva vedere!» Quindi osservava di nascosto le vostre performance? «Forse per non incutere soggezione, comunque feci questo secondo provino e di nuovo mi dissero “Va bene, le faremo sapere” ancora una volta le solite cose, pensai: “Non ci vado proprio più!” E invece arrivò una terza chiamata che prevedeva un provino definitivo. Io stavo senza far niente, anzi veramente mi ero organizzato con degli amici per andare fuori a fare una scampagnata. A quel punto mi dissi, ”Vabbè, mo ci vado!!”» Quindi diciamo che la scelta di fare l’attore non fu una decisone ponderata, ma fu frutto del caso? «Sì, una combinazione, un caso. E andai là la terza volta, però poi questa volta che era di notte comparve Eduardo. Naturalmente la lingua se ne uscì completamente!!!» Beh certo, davanti al maestro De Filippo. «Eh, eh è logico! Facemmo questo provino e lui alla fine si presentò alla ribalta e disse “Io ho fatto le mie scelte!” e scelse attori per tre categorie: le ragazze, i giovani ed i meno giovani…naturalmente io ero fra i meno giovani! Lui poi lesse l’elenco dei nomi e disse “Ho scelto questi ragazzi che faranno parte della mia compagnia!”. Perché poi in realtà lui aveva anche un'altra compagnia fissa, sempre facente capo al San Filippo, della quale però ora non ricordo il nome. Ad ogni modo io facevo parte della compagnia sua! Così chiamò Cannavale, Casagrande, Angela Pagano… e poi non ricordo perché molti, sai, man mano sono scomparsi! E così cominciai con Eduardo.» Quanti anni aveva? «Avevo quasi trent’ anni, 28 o 29 anni.» Quindi era il ‘58 ? «Sì, il ‘58, esatto il ‘58.» Aveva esattamente 30 anni. Si sa che i napoletani sono rinomati per la loro simpatia. Pensa che il fatto di essere napoletano l’abbia in qualche modo aiutata a diventare un grande attore del cinema italiano? «A parte il fatto che, ragazzi, io vi dico una cosa, non sono stato mai un grande attore. Mi considero più che altro un artigiano del teatro. Se ho fatto quello che ho fatto è solo perché sono stato molto fortunato.» Comunque essere scelto da De Filippo! «Sì, sì, sono stato parecchi anni con Eduardo. Quindi sono stato fortunato e poi sono un tipo tranquillo, che non dà mai fastidio. E poi il cinema. Sai, come funziona, no? E’ venuto qualcuno che mi ha visto (a teatro) e man mano ho incontrato parecchie persone: Bud Spencer, Tomas Milian, registi che ora nemmeno ricordo…» A proposito di registi, sostanzialmente qual è la differenza fra autori e registi come De Crescenzo o De Filippo e coloro i quali giravano film oggi definiti Trash, come Dino Risi, Steno o Corbucci (Lucidi Alessandro e Maurizio, Cicero)? «La differenza è che i film, diciamo di un certo livello, sono film curati molto. Un film di quelli dura sei mesi, i film così…diciamo “così” invece duravano tre settimane, quattro settimane.» Ma davvero si giravano in così poco tempo? «Sì, dai, quattro settimane. Sì, sono film così insomma… » Qualche titolo? «Eh, ora qualche titolo…Alessandro!!! (chiama il figlio N.D.A.) “Quello mio figlio i sape tutt quant.” Comunque quei film di soldati e professoresse! (due fra i soggetti più utilizzati dalla cinematografia Trash anni ‘70/‘80 N.D.A.).» Insomma di molti film non si ricorda neanche il titolo? «No, non mi ricordo! Erano film da cassetta, che oltre tutto non ti impegnavano neanche.» La differenza fra un film di questo tipo ed un film d’autore? «In un film d’autore c’è un copione importante, devi seguire una certa linea mentre in questi film così, diciamo commerciali, molte volte si inventava. In effetti però questi erano film che costavano poco, ma il produttore guadagnava parecchio!» Quindi voi avevate una parcella fissa? «Esatto, guadagnava tutto il produttore. » Arriva il figlio, Alessandro, Cannavale gli chiede di portarci il suo libro contenente i film ai quali ha preso parte. «Alessandro, porta un po’ il libro mio.» Alessandro: «Sì, ora te li porto.» «Che fai porti i film”cà”?» (Risate) Ho controllato su internet…non so se lei conosce il mondo di internet? «Non so neanche come funziona!» Beh, su internet c’è la sua filmografia completa. In pratica quali sono i lavori di un certo livello ai quali ha collaborato? Quelli che come dice prevedevano un grosso copione? «Nuovo Cinema Paradiso» Di Tornatore, è un Premio Oscar. «Sì, anzi a proposito proprio l’altro giorno hanno fatto i corti, mo qua (a Napoli) fanno i film corti i ragazzi e c’era Agnese Nano quella ragazza che ha fatto “Cinema Paradiso”, che faceva la fidanzata, e l’ho trovata là!» Crede che nei film cosiddetti di serie-B ci si possa trovare un insegnamento, un qualcosa di socialmente utile e valido? «No, no.» Allora quale era lo scopo del film? «Eh, eh far fare soldi al produttore!!!» Alessandro ci porta il libro con la sua filmografia. Vincenzo Cannavale, il suo nome completo è Vincenzo? «Sì, esatto Vincenzo.» Qui dice che lei ha partecipato al film “Yvonne la nuit” del 1949, un film di Totò? «No, è un errore; lo dovevo fare, ma poi non l’ho più fatto.» Però lei ha lavorato con Totò? «Sì, ma non in questo film. In “Operazione San Gennaro”.» Insieme al libro c’è il copione di Nuovo Cinema Paradiso. Beh, questa è a dir poco una reliquia! «Sì, quello è il copione all’italiana con la descrizione della scena sopra e i dialoghi scritti sotto, invece all’americana ogni pagina è divisa in due colonne con la scena sulla sinistra ed i dialoghi sulla destra. Io facevo il personaggio noto come “Spaccafico”.» Qual è l’attore più bravo col quale abbia mai lavorato? «Ma io ho lavorato un po’ con tutti, ho lavorato con Totò appunto, Manfredi, ho lavorato con Tognazzi, Bud Spencer, Tomas Milian e poi tanti altri…se venite nel corridoio ci sono alcune delle locandine dei film ai quali ho preso parte con alcuni degli attori con cui ho lavorato.» Ci spostiamo nel corridoi dove tra le locandine spiccano quelle dei vari Piedone con Bud Spencer, Sturmtruppen, il film ispirato al fumetto di Franco Bonvicini, Il Soldato di Ventura sempre con Bud Spencer e di Pasquale Festa Campanile, Squadra Antitruffa con Tomas Milian e moltissime locandine di spettacoli teatrali con Eduardo De Filippo. Quello è “Piedone l’Africano” con Bud Spencer, è stato girato in Africa vero? «Sì, tutto in Africa.» Quello è “Sturmtruppen”, c’era anche Pozzetto? «No, non in questo, nel primo, qui c’era Franco Oppini, Bombolo fra gli altri.» “L’amante tutta da scoprire”. «Sì, qui erano molto belle anche le locandine, che venivano disegnate a mano.» Queste sono invece le locandine degli spettacoli teatrali, sono davvero molti. «Questi sono di Eduardo: “Sabato, Domenica e Lunedì”, “Non ti pago”, “Il figlio di Pulcinella”.» Ci sono delle testimonianze filmate di questi spettacoli? «No, purtroppo no. Ci sono quelli fatti per la televisione ma sono pochi!» Questo è un Nastro d’Argento? «Sì, quello di “Nuovo Cinema Paradiso” (Come miglior attore non protagonista N.D.A.).» Quella è la locandina di “Squadra Antitruffa” con Tomas Milian. «Quel film fu girato interamente in America, a Miami.» Tutto sommato film da quattro soldi non erano... «Ma diciamo che questi erano film “medi”, quelli che costavano erano questi: “Piedone l’Africano”, “Il Soldato di Ventura” e c’erano attori importanti Filippo Lo Re, Mario Scaccia.» A dire il vero non li conosco…questo è il mio film preferito, le potrei elencare tutti i personaggi del film, “Giovenale da Cavorà”, “Miale di Milazzo”, “Mariano da Trani”, c’era anche Massimo Giuliani. Fa una faccia strana, non ricorda. Ha fatto l’imitazione di Totti qualche anno fa? «Non mi ricordo.» Nel film faceva un attore su di un carrozzone, “Capoccio da Roma”! «Ah sì, sì è vero!.» Ci spostiamo di nuovo in salotto. Le dicevo che su internet vengono riportate diverse filmografie a seconda dei siti e in ognuna ci sono diversi titoli di film da lei interpretati, talvolta in alcuni compaiono titoli che in altri non sono citati. Ne ha girati davvero tanti. Quanti per l’esattezza? «Mah, penso una settantina.» No, molti di più glielo assicuro, più di cento, mi creda! «Sì, forse di più, non mi ricordo perché ci sono molti film che non sono proprio usciti.» E come mai?
«Perché falliva il produttore! Soldi non ce ne erano.» Insomma, se io le chiedessi che cosa è il “Trash” lei cosa risponderebbe? «E che è?» Non lo sa? «No.» Allora diciamo che i film della Commedia Erotica all’Italiana o quelli come “Sturmtruppen” di cui abbiamo visto la locandina nel corridoio sono stati definiti Trash, termine inglese che alla lettera significa immondizia... «Come?» Immondizia, “monnezza” come si dice a Napoli! Io penso che invece questi film abbiano un valore ed una loro importanza! «Certo, anche perchè quello che è strano è che questi film “monnezza” li stanno riproponendo!» Quindi potevano essere magari considerati anche film di denuncia in un certo senso, nelle scuole dove ne succedevano di tutti i colori, con le professoresse sempre belle e disinibite, pensi ai recenti fatti di cronaca (Lo scandalo di Gerardina D’Elia, Isabella da Pordenone N.D.A.) ha visto cosa è successo? «Perciò, vedi, c’è la parte buona e c’è la parte un po’ così. Ma quelli ancora oggi fanno i film di Pierino!» Quindi, quando giravate, non avevate la consapevolezza di quello che stavate facendo? o del perché? «No, quelli i film noi li facevamo così…si facevano così…» Per mangiare? «Ma no, per mangiare proprio no però si facevano senza importanza. Era lavoro, un lavoro.» Un lavoro come un altro? «Un lavoro come un altro.» E voi in quanto attori avevate un budget fisso? «Sì, comunque ci sono dei produttori che su questi film “monnezza” ci hanno guadagnato moltissimo perché il film diventava proprietà del produttore ed il produttore ci poteva fare quel che voleva. Tu facevi una parte e ricevevi un certo compenso, poi basta!» Quindi, se un film avesse avuto successo o non lo avesse avuto, per lei era la stessa cosa? «Era la stessa cosa. A dire il vero uno sperava che avesse successo per la pubblicità, per la fama ma alla fine era la stessa cosa.» Quindi anche sugli introiti di videocassette, DVD voi non percepivate nulla? «No.» Lei ha lavorato sia nella serie dei Piedone che nel Clan di Milian. Questi film possono considerarsi sullo stesso piano? Quali le differenze ? «Erano molto diversi. Quelli di Bud Spencer si giravano proprio nei posti dove erano ambientati, sono stato in America, in Africa, mentre quelli di Milian no. Poi questi di Milian erano di Bruno Corrucci, mentre quelli di Spencer erano di Steno, Festa Campanile che erano registi di un altro livello.» Però, poi, l’attore Milian è stato rivalutato, ha vinto un Oscar in “Traffic” come attore non protagonista nel 2000. «Ma sai quello che è strano è che io di Tomas non ho saputo più niente.» Sembra che dopo tutta la serie del mitico “Nico Giraldi” abbia avuto seri problemi di droga e sia dovuto andare in India, dove grazie all’aiuto di un guru pare ne sia uscito. «Davvero?» Sì, tra l’altro quando andò a fare il provino per la parte del Generale Salazar, che poi gli ha permesso di vincere l’Oscar, pare abbia fatto la fila come un attore qualunque per avere la parte. Il regista, Steven Soderbergh, leggendo il suo curriculum, si è meravigliato di questo e pare abbia detto che, se non avesse fatto la fila, lo avrebbe preso comunque! «E tu dove le hai prese tutte queste notizie?» Eh, eh sempre su internet! Le consiglio di darci un’occhiata, si scoprono davvero moltissime cose. «Devi sapere che io il computer non lo so nemmeno accendere!» Ma si impara in fretta. «Sai cos’è che i ragazzi, voi giovani, avete proprio il cervello (predisposto), io tengo un cervello antico e quindi proprio non riesco. Io due cose non sono mai riuscito ad apprendere: il telefonino e il computer.» Torniamo a noi. Adesso oltre a riproporre in TV i cosiddetti B-movie stanno facendo anche dei sequel. Per esempio “Il Ritorno del Monnezza” con Claudio Amendola… «Lo so, ma non era quel Monnezza là! Il personaggio Milian lo ha creato Bruno Corbucci.» Ed era un personaggio nato da incontri e conoscenze del grande Corbucci fatte in strada. Diciamo un personaggio venuto dal volgo. «Esatto.» Poi c’è stato “Eccezzziunale veramente capitolo secondo me” di Abatantuono. Con Abatantuono ha lavorato? «Ho fatto un solo film che non ho mai visto. Non so se lo hanno fatto e mi è sfuggito, non so davvero niente.» Quindi è inutile chiederle il titolo? «No, non lo so.» Adesso pare che anche Lino Banfi, con il quale lei ha lavorato in più di un’occasione sia intenzionato a rifare “L’allenatore nel pallone”.Secondo lei ha senso riproporre oggi queste rivisitazioni? «Ma io penso di sì, insomma. Il problema non è questo, il problema è che la televisione oggi non sa cosa fare! Perché devono programmare trecentosessantacinque giorni l’anno. Quindi una volta fanno un film, una volta il varietà e poi ci sta Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Canale Cinque, Italia Uno…» I canali satellitari! «Per non parlare del satellite, tutti spazi che si devono riempire. Vedi ci sono dei film che non si possono fare più, “Il Soldato di Ventura” è costato l’ira di Dio. Oggi rifare un film di quel genere è impossibile perché costa molto.» Quindi sostanzialmente tutto avveniva solo per ragioni economiche? «E’ logico.» Quindi nessun attore, nessun regista si riproponeva di dare una morale, un insegnamento. Non c’erano mai ragioni, per così dire pedagogiche? «No, ti ripeto questi film si giravano secondo la richiesta del mercato.» Tutta pubblicità insomma? «Tutta pubblicità. Poi questi film erano girati in collaborazione con la Spagna, con la Francia.» Ne “Il Soldato di Ventura” ci sono moltissimi attori francesi. «Sì, sì.» Tornando a Banfi, sembra che lui abbia rinnegato il personaggio che gli ha dato la fama, quello dei film della Commedia Sexy all’Italiana, ritenendo che avrebbe meritato ben altri palcoscenici. Cosa ne pensa? «Ma io penso che lui è nato con questo personaggio e con questo tipo di produzioni ed è durato per parecchi anni. Non è un attore tipo Manfredi, diciamo che è un attore che nel suo genere ha dato molto e…”che vo fa? Chiù e chell c’ha fat?”» (Risate) A livello di pubblico quali le differenze fra i fruitori di allora e quelli di oggi? «Credo non ci sia molta differenza. Nei film di allora noi facevamo una satira sul sesso, mentre oggi si fanno proprio film incentrati sul sesso. Si scherzava su questo argomento. Prima magari vedevi una scena di un uomo e una donna in cui c’era l’inquadratura di lui che apriva la porta e che portava a pensare che quello…Invece ora vedi quella che si spoglia, quello sopra al letto, lei sopra al letto e quindi…» E’ più palese la cosa. Forse oggi c’è meno pudore? «Esatto. Poi prima c’era la censura, mo non c’è la censura! Pochi giorni fa sentivo parlare di questo Grande Fratello, sembra sia stata fatta un’interpellanza alla Camera perché dice che questi… Ti ripeto io non l’ho mai visto, non per snobbarlo ma perché non mi è mai capitato…» Diciamo che il pubblico di oggi è più aperto a questo tipo di cose. «Sì, sì, sì come no.» E questo è un bene secondo lei? «Mah, un bene non è. E’ che oggi si parla apertamente, prima c’erano delle cose che si facevano ma non si dicevano, mo invece si dice tranquillamente.» Cambiamo argomento. Allora, dopo quanto mi ha detto, facciamo un esperimento: le dico “Bracalone da Napoli”, che cosa le viene in mente? «Eh, che noi ce l’abbiamo “Bracalone da Napoli”!» Ci avrei scommesso, ma “Bracalone” era il personaggio che lei interpretava ne “Il Soldato di Ventura”!!! «Sì, sì, “Il Soldato di Ventura”.» (sorride) Esatto film girato a Lucera. «Girato a Lucera e lo abbiamo girato pure in Tunisia mi pare. Qualche inquadratura è stata fatta in Tunisia. » Ecco, però perché a me interessa Lucera? Perché questa è la città che ha dato i natali ad un certo Luigi Origene Soffrano, lo conosce? «No, chi è ?» Se le dico Jimmy il Fenomeno? «Ah sì, Jimmy il Fenomeno!» Lei ha lavorato con lui? «Certo, chi non ci ha lavorato!» Fra i vari personaggi di culto del mondo del Trash, Jimmy il Fenomeno è certamente uno dei più famosi. In quale film ha lavorato con lui? «Non mi ricordo.» A me risulta che lei abbia lavorato con lui in “E’ forte un casino” del 1982 di Alessandro Metz. «Sì, c’era anche Bombolo. Questo Jimmy il Fenomeno non ci vedeva da un occhio, aveva un occhio storto (strabismo) ma lui non è che lo faceva per fare il personaggio, quello veramente era così. Adesso chi è che mi ha detto che sta malato poverino.» Eh, eh io glielo ho detto! Quando ci siamo sentiti per telefono. E’ ricoverato alla Clinica “per Coniugi” di Milano. «Ah, ecco chi me lo aveva detto! Ma ora come campa?» Beh, sono andato fino lì per intervistarlo ma non glielo ho chiesto. «Ma lui stava a Roma, è stato sempre a Roma.» Credo fino al ’96 poi si è trasferito a Milano. «E per fare che?» Ha intrapreso altre strade lavorative, ha fatto il P.R. per alcune discoteche e poi si è mosso un po’nel mondo del calcio per via di una voce secondo la quale... «Lo chiamavano tutti perché si diceva in giro che portasse bene.» Quindi lo sa anche lei? «Sì, era di buon augurio. Infatti in ogni film faceva una comparsa, una particina…sapevo che era di Lucera, ma non sapevo che fine avesse fatto, quindi me lo hai detto tu? Sai molto spesso, anche in teatro, ci sono degli attori che scompaiono e tu non sai che fine hanno fatto! Ci sono gli scomparsi e i deceduti! Io spesso chiedo, per esempio “Ma quello che fine ha fatto? Quello è morto! E quell’altro? Mah! Chi lo sa!” ma davvero un sacco di gente! C’erano quelli che facevano uno, due film e poi non si vedevano più, lavoravano così, occasionalmente. Anche i registi, soprattutto questi qua di serie B, Mariano Laurenti non si sa che fine ha fatto.» Non ha idea di dove sia finito? «No! Io con Mariano Laurenti ho fatto davvero molti film, ma se tu volessi sapere da me che fine ha fatto? Davvero non lo so, è scomparso.» Quindi si è perso di vista anche con persone che al di là del rapporto professionale considerava amiche? «Ma vedi il nostro rapporto anche in teatro è un rapporto professionale, per dire Bud Spencer sono anni che non lo vedo!» Eppure io so che lui si è presentato alle politiche qualche anno fa qui a Napoli, in quella occasione non provò a contattarla? «No, anche perché lui è scritturato. Noi dovevamo fare un altro film, un altro Piedone, con Lombardo, il presidente della Titanus. Però come ti ho detto i film di Bud Spencer costavano perché erano girati sul posto, senza montaggi o scenografie. Mi avevano detto anche la trama, avevano pensato di far diventare me commissario e lui brigadiere, insomma di invertire i ruoli, però poi non si è più fatto anche perchè purtroppo Lombardi è morto, però peccato perché era una bella idea, quella.» Parliamo di Alvaro Vitali, chi di noi non ha mai visto un film di Pierino! Pensi che ragazzi come me o anche più giovani potrebbero fare citazioni lunghissime dei suoi film! Ha lavorato anche con lui giusto? «Sì, certo, pensa che lui ha fatto tantissimi film, talvolta ne girava anche due contemporaneamente! La sera da una parte ed il giorno da un’altra. Ultimamente l’ho visto in televisione, ma non per lavorare, è stato intervistato non so esattamente perché.» Qualche aneddoto particolare della sua vita d’attore, qualcosa di simpatico che le è capitato? «Ne sono capitati tanti, stavamo girando un film di…”Piedone d’Egitto” mi pare, dove c’è quel ragazzo, Boto…» Il bambino di colore? «Sì, il negretto. Insomma il film lo girammo in Africa, a Johannesburg, ma c’è una scena girata a Napoli, quando loro tornano a Napoli e si trovano dentro una Topolino eccetera, eccetera.» Una curiosità, ma questo bimbo lo trovaste lì? In Africa? «Sì, lo trovammo in Africa…ecco questo è un altro che non so che fine abbia fatto! Boto! Tra l’altro un ragazzo di un’intelligenza straordinaria. Comunque, stavamo girando a Napoli, nei pressi del porto, ed io ero in macchina con Bud Spencer, aspettavo il segnale del regista che ci diceva potete entrare nel porto. Eravamo parcheggiati a Piazza Municipio, combinazione, vicino ad una banca. Però, insomma, io non sapevo nemmeno che ci fosse una banca. Ad un certo momento è passata una camionetta della polizia. Passò la prima volta e non ci facemmo caso. Passò la seconda volta si fermò e scese un ufficiale della polizia che tirò fuori la pistola e disse: ”Mani in alto!”. Io stavo in divisa e Bud Spencer in borghese. Però il poliziotto a Bud Spencer non lo aveva visto, siccome era alto, la macchina gli copriva il volto. Quando scese il poliziotto disse “Scusate pensavamo fosse una rapina!”. Ci ha fatto le scuse ed è finita così…chissà perché poi ha pensato che dovevamo fare la rapina…» (Risate) Non lo so magari a Napoli... «Eh sì, qua è una cosa ordinaria.» Quindi lei che rapporto ha con Napoli e con i suoi abitanti? «E’ la mia città, io ci vivo bene. E’ una città difficile perché c’è molta delinquenza, però è dovuta al fatto che c’è molta disoccupazione. Questi ragazzi, anche come voi, non sanno cosa fare. Chi naturalmente è di indole buona prova ad andare avanti come può, ma gli altri…chi fa lo scippo, chi fa la rapina.» Sta dicendo che è una forma di sopravvivenza? «Certo, del resto cosa devono fare? Non c’è futuro, non c’è avvenire, non c’è un domani. Vedi, quando eravamo ragazzi noi, abbiamo avuto la guerra! Insomma io non è che fossi combattente, però qui a Napoli abbiamo avuto decine di bombardamenti e si diceva sempre “Va bene, un giorno finirà questa guerra!” ma adesso? Cosa deve finire adesso? Adesso si vive così, che, quando esci, devi fare attenzione…si vive male, si vive male. Poi c’è il problema della droga. Giorni fa hanno intervistato Amato (attuale Ministro dell’Interno N.D.A.) che dice che c’è un consumo di cocaina che è una cosa straordinaria.» Comunque questo non è un problema solo dei ragazzi in strada… «Quando ero giovane io, la cocaina esisteva ma solo…diciamo in un certo ambiente, tanto è vero che si diceva “chill tira a cocaina”, ma avveniva nei circoli, lo facevano i nobili, mo pure quello che vende la frutta assume coca.» E all’interno del mondo dello spettacolo? «Eeeeeeh altrochè. Ultimamente ho sentito di un attore siciliano che ha dichiarato che assumeva cocaina, per fortuna questo è riuscito ad uscirne, però ha dichiarato che ne prendeva. Adesso non ricordo però il suo nome, era uno alto, che si vestiva da donna.» Sembra la descrizione di Ingrassia, col Clan di Franco e Ciccio ha lavorato? «Sì, anche con loro.» Ha lavorato proprio con tutti, ma mi dica non c’è un attore del passato con cui è rimasto in contatto? «Io? Con nessuno!» Non è mai nato un rapporto di amicizia? «No, non esiste. I nostri rapporti erano strettamente professionali: si faceva un film, si lavorava, si mangiava insieme, si dormiva nello stesso albergo però una volta finito il film…arrivederci!» E invece tutte quelle belle donne con cui ha lavorato? La Fenech, Nadia Cassini e le altre? «Mah, queste oggi oltretutto mi fanno pure pena, perché che avvenire hanno? Che futuro? Quando è finita la bellezza non fanno più niente. Se sono fortunate fanno dei buoni matrimoni, però pochissime in realtà si creano una famiglia.» Qual è il film più bello che abbia mai girato? «Quello con Tornatore.» E il più brutto? «Eh, ne ho fatti parecchi. Brutti, ne ho fatti parecchi. Proprio brutti no, ma insomma insignificanti. Ma era lavoro, quindi. Anche perché per fare l’attore a me non è che mi offrivano parti con...che ne so…diciamo Fellini! Sai, ti dicono “tu hai rifiutato Fellini per fare la soldatessa?” No! Io ho fatto la soldatessa perchè Fellini non mi ha mai chiamato! Fellini è un altro caso strano. Ogni volta che ha fatto un film, mi ha mandato a chiamare. Abbiamo parlato, abbiamo discusso…fa il film e non mi chiama!» Lo conosceva? «Lo conoscevo benissimo. Era simpatico però non mi chiamava. Quando dopo tempo ci parlavo e gli dicevo “ma poi per il film?” lui mi diceva “ma quello mo esce il film!”. Non mi chiamava. Lui doveva fare un film che aveva in mente “Il viaggio di Mastorre”, non si è mai fatto! Non ho capito perché.» Ma come funzionava l’aspetto pratico della vicenda? «Lui mi mandava a chiamare e parlavamo di donne, di altre cose, poi mi diceva dobbiamo fare questo film, mi spiegava la parte e io dicevo “va bene, arrivederci, ciao” e il film non lo facevo. Però ha fatto film importanti.» Ma insomma la prassi per essere chiamato quale era? «La prassi era che ognuno di noi aveva un agente che ti promuoveva presso i registi. Lui (Fellini N.D.A.) tramite il mio agente mi mandava a chiamare però poi magari la parte mia la faceva fare ad un altro. Ma comunque Fellini era così, un po’ strano.» E gli altri? «No, gli altri attori di un certo livello li ha sempre rispettati, i Mastroianni questi così.» No, dicevo, gli altri registi? «Ma quelli tipo Corbucci se ti mandavano a chiamare poi ti facevano lavorare.» Campanile? «Con Campanile ho fatto due o tre film poi non mi ha chiamato più. Mi viene in mente un episodio, tornando a Fellini, un fatto che mi hanno raccontato. Sembra che lui per un periodo abbia tenuto per un mese un attore in un albergo per farlo ingrassare. Aveva bisogno di uno un po’ più grasso. Questo poveruomo è ingrassato e diventato grosso così!...non lo ha chiamato!» Invece con la televisione che rapporto ha? «Di televisione ne ho fatta parecchia, ho fatto uno dei primi teleromanzi: “Peppino Girella” con Eduardo.» Recentemente credo di averla vista in un talk show sull’Isola dei Famosi. «No, l’Isola dei Famosi non l’ho fatta.» No, doveva essere una trasmissione a proposito dell’Isola dei Famosi! «E chi si ricorda! Purtroppo io delle cose che ho fatto non mi ricordo niente…cioè le cose che mi ricordo è perché stanno scritte dentro al libro! Anzi tante volte sfogliando leggo un titolo di un film e penso “Azz, ma chist l’aggio fatt pure ì!”» (Risate) Beh, comunque lei è stato gentilissimo, la ringrazio di tutto, per la sua disponibilità ed anche per il caffè! «Ragazzi, per qualsiasi cosa sono a disposizione. In bocca al lupo per la tesi!» Crepi! Grazie ancora e arrivederci. ...addio piccolo grande attore.
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Vincenzo (Enzo) Cannavale nasce a Napoli nel 1928. All’età di trenta anni partecipa ad un provino per aggregarsi alla grande compagnia teatrale di Eduardo De Filippo. Il maestro del Teatro Napoletano non ha alcun dubbio delle sue innate capacità recitative e lo scrittura per una serie di fortunatissimi spettacoli, fra i quali ricordiamo Sabato, Domenica e Lunedì, Non ti pago, Il figlio di Pulcinella e il più blasonato Natale in casa Cupiello. Il circuito del Teatro Napoletano vede allora la sua epoca più florida e redditizia.

Cannavale dai trenta ai quaranta anni comincia il suo momento di gloria, lavorando anche con altri grandi del teatro partenopeo. Nel 1966 la svolta: lavora al suo primo film di livello Operazione San Gennaro del mitico Totò. Comincia così una delle carriere più lunghe e sicuramente più significative, soprattutto per l’analisi corrente, fra quelle dei grandi attori italiani. In modo particolare le sue interpretazioni migliori sono quelle al fianco di Bud Spencer nel ruolo del brigadiere perennemente al servizio del gigante – commissario in tutta la serie dei Piedone di Steno.

Lavora in quegli stessi anni al Poliziesco all’Italiana anche nei film di Tomas Milian. Sono indimenticabili i suoi duetti al fianco di un altro dei più grandi caratteristi italiani, il compianto Bombolo (al secolo Franco Lechner 1932-1987). I due si scoprono sui set di Bruno Corbucci e Umberto Lenzi, ma collaborano spesso e volentieri per la loro simpatia. Una coppia assortita e completa: il napoletano furbo e perspicace, ma che spesso finisce per combinarne di tutti i colori, con il romano sfortunato e pasticcione, apparentemente creta nelle mani del collega. Dei due non c’è mai uno che la spunta, finiscono per fare sempre e solo danni, ma sul set sono affiatatissimi.

E’ il periodo più florido della produzione italiana e anche Cannavale ne approfitta girando oltre cinquanta film nell’arco di un ventennio al fianco di centinaia di attori più o meno bravi. Talvolta i film realizzati non vengono nemmeno mandati in sala per cui è praticamente impossibile avere una filmografia reale e completa dell’attore. In particolare negli anni ‘70 lavora al fianco di Alvaro Vitali nella fortunatissima serie dei Pierino e della commedia all’italiana più in generale, passando dall’Erotico al Demenziale grazie alla verve, alla istrionicità e a quel suo modo di rendere la recitazione come la cosa più naturale di questo mondo. Indimenticabili, nel genere, titoli quali: L’insegnate di Nando Cicero, La liceale di Michele Massimo Tarantini, L’inquilina del piano di sopra al fianco di Franco Franchi e di un giovane Teo Teocoli, Il marito in vacanza di Alessandro e Maurizio Lucidi e tanti altri.

Lavora anche per diverse serie TV: Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini tra i più famosi ma anche la rivisitazione in chiave televisiva di Sabato, Domenica e Lunedì di Lina Wertmuller ispirato all’omonimo spettacolo teatrale di Eduardo De Filippo. Nel 1988 arriva finalmente il dovuto riconoscimento per un attore troppo spesso sottovalutato: Giuseppe Tornatore lo chiama per interpretare Spaccafico nel suo premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso, ruolo che gli vale il nastro d’argento assegnatogli dal SNGCI (Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani). Da qui in poi, ormai sessantenne, Cannavale rallenta il suo operato lavorativo ma rimane comunque attivo sul fronte cinematografico specialmente nel circuito napoletano.

Dopo aver trascorso parte della sua vita a Roma, riscopre nei suoi conterranei una nuova vitalità produttiva: lavora al fianco di Silvio Orlando e del giovane Vincenzo Salemme nel film che lo farà scoprire al grande pubblico Amore a prima vista un riadattamento dei suoi spettacoli teatrali. Ormai quasi ottantenne vive a Napoli nei pressi di Piazza del Plebiscito, ha due figli e una figlia e si gode il meritato riposo.
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