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Paprika - Sognando un sogno


07.07.2011 - Alessandro Coppola

Il DC-Mini è un congegno in grado di curare le malattie mentali attraverso il sogno. Si scopre nei laboratori che tre congegni vengono trafugati, Paprika l’alter-ego onirico della dottoressa Chiba e il dottor Tokita indagano nella sparizione dei congegni grazie all’aiuto del detective Konakawa uno dei primi ad aver testato l'apparecchio.

Tra sogno e realtà la vita dei nostri protagonisti non sarà più la stessa. Un thriller psichico che porta lo spettatore a dover fare i conti con un non-senso da far girare la testa dall’inizio alla fine. Un film tra i più interessanti degli ultimi dieci anni poco conosciuto in Italia ma apprezzatissimo dai fan dell'animazione giapponese. Satoshi Kon è nato come character design e con questo film lo dimostra a pieno mostrando un acutissima sensibilità artistica e una conoscenza approfondita dell’inconscio umano. Nel sogno tutto è lecito, tutto è concesso e solo alla fine, al risveglio il significato può essere compreso.

Quello che caratterizza la sua filmografia è appunto ciò che non è scritto come una sceneggiatura cinematografica ma come una continua e imprevedibile oscillazione di sequenze oniriche e allucinazioni fantastiche. Ci incanaleremo in un tunnel senza appigli con questo film, dove la nostra unica certezza è Paprika l’eroina del mondo dei sogni. Un capolavoro animato che colloca il regista fra i grandi del panorama giapponese come Hayao Miyazaki e Katsuhito Otomo anche se a differenza dei precedenti predilige un ambiente sci-fi.

Se non avete fantasia e una forte immaginazione non guarderete meno dieci minuti di questo film, se sarete incuriositi da questo film non potrete fare a meno di sapere molto di più sui suoi lavori e gustarvi le altre opere come Perfect Blue (1997) e Paranoid Agent (2004).

Satochi Kon è morto il 24 agosto del 2010 poco dopo aver concluso l’ultima animazione a cui ha dedicato tutte le sue energie consapevole di dover lasciare questo mondo. Sul suo sito web scrive le ultime parole: “Pieno di gratitudine per tutto ciò che di buono c'è nel mondo, poso la mia penna.

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