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In Viaggio Con Papà


31.07.2011 - Alessandro Coppola

Dagli anni'80 in poi inizia il periodo decadente della storia cinematografica di Alberto Sordi, e In Viaggio Con Papà ne è la prova.
Molti si sono aspettati tanto da Sordi dietro la cinepresa ma si sbagliavano, in questo film non è stato mai all'altezza dei registi che lo hanno diretto, la regia non ha convinto (sarà per lo scarso budget avuto a disposizione o sarà addirittura per una sottovalutazione dei personaggi secondari), perché si è lavorato troppo sulla coppia Carlo Verdone- Alberto Sordi che è l'unica cosa che ha funzionato.


 

L'estate e il tema del viaggio sono stati presi sotto gamba, senza mai sfruttare il tono che potevano aggiungere.
Qualche donna qua e là ricordando tanto la commedia all'italiana ma non bastano, la crescita dei personaggi si è vista poco e frettolosamente, lasciando ampio spazio all'inutilità di certe gag anti-morali, poco divertenti ed essenzialmente fuori luogo per una coppia come loro. 
Il messaggio di fondo che voleva lasciarci Sordi si apprende solo nel finale, quando entrambi i protagonisti sono rimasti soli, ma stranamente felici.


 

Essere felici qualunque cosa accada è la forza che cerca di trasmettere Alberto dentro questo film.
È quello che ci manca sopra tutto, sopra la famiglia, sopra i divorzi e le brutte avventure.
La felicità che è l'unica arma con cui contrastare le drammatiche esperienze che la vita a suo modo ci regala nel corso degli anni o (come nel film) tutte in una sola estate. 

 

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