02.09.2008 - Maria Rosaria Donisi Come non restare ammaliati dagli occhietti teneri e vispi di Léora Barbara? Dolce, di una dolcezza infinita. L’opera di Sylvie Verheyde, basata sui suoi ricordi d’infanzia, riesce a ergersi come esempio di ciò che solitamente gli adulti non vogliono ricordare. La regista torna a essere bambina attraverso gli occhi di Stella, si districa nel labirinto dei ricordi e li semplifica. Perfettamente scritta, la sceneggiatura presenta una voce fuori campo, della stessa bambina, che spiega le vicende e i pensieri della ragazzina. Le ambientazioni ricostruiscono alla perfezione gli anni ’70; le canzoni dell’epoca, i costumi, il primo amore, ci riportano in quel “tempo delle mele” che sembrava dimenticato. Siamo in un periodo in cui il dibattito sull’istruzione era animato e la scuola era considerata un mezzo di emancipazione sociale. La differenza di ceto è fortemente sottolineata: mentre i compagni di classe leggono libri e ostentano discorsi precocemente intellettuali, Stella sa solo correre e disegnare, gioca a carte con gli amici del padre e ama canticchiare le canzoni che trasmette la radio. L’incontro con Gladys, figlia di due esuli argentini, la fa entrare poco a poco in contatto con un’altra dimensione. D’un tratto comincerà a preferire la lettura allo shopping con la madre e cesserà di stracciare la carta da parati dal muro per ribellarsi all’indifferenza del mondo dei grandi. Un film che ci riporta indietro nel tempo e che ci strappa un romantico sorriso di fronte al trucco esagerato di una ragazzina che sta imparando a crescere. TRAILER
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Regia: Sylvie Verheyde
Sceneggiatura: Sylvie Verheyde
Fotografia: Nicolas Gaurin
Scenografia: Thomas Grézaud
Montaggio: Christel Dewynter
Interpreti: Léora Barbara, Karole Rochere, Benjamin Bilay, Melissa Biolay.
Produzione: Lea Films du Veyrier
Distribuzione: Films Distribution
Francia 2008
102’
1977. Stella è una ragazzina di undici anni che viene ammessa in una delle scuole più prestigiose di Parigi. Timida, fantasiosa, vive nel bar che gestiscono i genitori, e il primo anno di scuola media le cambierà totalmente la vita. Il film è il racconto autobiografico della regista Sylvie Verheyd e narra il passaggio di Stella dall’infanzia all’adolescenza.
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