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Giornate degli autori: Il Passato è il Mio Bastone


02.09.2008 - Dario Parascandolo

Benvenuti al Festival delle inutilità. Se è complicato districarsi nel mare magnum delle proiezioni della Mostra, il compito è reso ancora più difficile quando le delusioni provengono da nomi che, almeno sulla carta, dovrebbero essere garanzia di qualità. Dovrebbero. Ed ecco questo inutile, noioso e stucchevole documentario, che, fra le nobili intenzioni, ha l'obiettivo di raccontare l'arte di Mastrella e Rezza attraverso le parole dei critici e materiali d'archivio. Il risultato? Un fiume interminabile di parole declamate in un gergo che definire “critichese” apparirebbe più che lapalissiano.
Quarantatré minuti infiniti, proiettati immediatamente dopo il bel documentario Che Saccio, che dimezzano sin dalle prime battute le presenze in sala, probabilmente ansiose di scoprire immagini inedite. Ma evidentemente la critica appare più urgente dell'arte: piccoli intermezzi “rubati” sul set, affogati in piani sequenza senza fine ritraenti eminenze grigie che camminano lungo il Tevere, o che scendono le scale di un comunissimo condominio (Roberto Silvestri) in occhiali da sole, (forse “per avere più carisma”, per dirla alla maniera di un vero artista).
Unica nota positiva? Proprio le (troppo poche) immagini che ritraggono Antonio Rezza nel dar vita alle sue plastiche maschere, guidato dalla voce fuori campo di Flavia Mastrella. Ma è del tutto insufficiente per poter salvare un prodotto sterile e noioso. Con buona pace dei critici.

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