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I Goonies


14.10.2011 - Andrea Zanacchi

The Goonies come definirlo? Una fiaba? Perché no, si parla di avventura, di un gruppo di cattivi e di piccoli eroi che hanno un quartiere da salvare.
Uscito nel 1985, è un film che con onore continua ad affascinare chi lo guarda per la prima volta e chi lo ha già visto mille volte. Forse perché ha come protagonisti un gruppo di ragazzini e sia adulti che bambini in un modo o nell’altro hanno sognato, almeno una volta, di essere al loro posto.
Diciamolo, se dopo tanti anni continua a far parlare di se qualcosa di più profondo lo ha.

Privo di grandi effetti speciali, in un periodo storico in cui il 3D era ancora nei sogni dei suoi creatori, The Goonies rivendica il principio per cui una storia semplice funziona e funzionerà sempre. In fondo tocca quella parte dell’immaginario che ognuno di noi conserva sbattuto in fondo al cuore.
Chi non ha mai visto nel proprio gruppo d’amici, il belloccio, il piccolo Data dalle invenzioni strambe oppure il pienotto Chunk, costantemente affamato e dai racconti esagerati ed inverosimili.

Chi non ha mai sognato di partire alla ricerca di un tesoro?!? Certo oggi, in un’era in cui l’immaginazione è diventata dote rara, e vista, in molti casi, con disprezzo, l’idea di mettersi sulle tracce del pirata Willie L’Orbo può suscitare l’ilarità dei propri compagni, in fondo si può trovare tutto questo e anche di meglio in un qualsiasi video games.
Ecco, a mio parere The Goonies lo dovrebbero far vedere a scuola ed insegnare ai ragazzi che non basta una console per trascorrere le proprie giornate.
Mi sento un po’ mio nonno che racconta dei bei vecchi tempi. Ma un fondo di verità c’è.

Oggi tutto è più veloce, tutto è a portata di mano, giochi, cellulari, film, tutto è servito su di un piatto d’argento e non rimane che allungare la mano e servirsene.
Ma tutto ciò non è che mera illusione, insulsa comodità dietro cui si nasconde noia, mal di vivere che spinge alla ricerca di altre forme di divertimento.
Beh, se mi chiedete se era meglio prima, vi rispondo di si e mi sento fortunato al pensiero che almeno una volta nella vita abbia cercato di organizzare una caccia al tesoro di Willie L’Orbo.

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