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The Lady


30.10.2011 - Valeria Roccella

 

"L'autentica rivoluzione è quella dello spirito, nata dalla convinzione intellettuale della necessità di cambiamento degli atteggiamenti mentali e dei valori che modellano il corso dello sviluppo di una nazione." - San Suu Kyi
 


Siete patriottici? Avete mai sofferto per i problemi e le questioni irrisolte della vostra Nazione così tanto da sentire il bisogno di lottare fino in fondo per essa con tutte le vostre forze?
La famosa birmana San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace nel 1991, è sicuramente un esempio magistrale di una lotta per la pace del suo Paese divenendo anche ormai icona della non-violenza. 

 

 

"Non è il potere che corrompe, ma la paura. Il timore di perdere il potere corrompe chi lo detiene e la paura del castigo del potere corrompe chi ne è soggetto.
Sarebbe difficile sconfiggere l'ignoranza senza la libertà scevra di paura di perseguire la verità. Dal momento che il rapporto fra paura e corruzione è tanto stretto, non può meravigliare che in ogni società in cui matura la paura, la corruzione si radichi profondamente in tutte le sue forme."
-
San Suu Kyi

 

La pellicola di Luc Besson è un occhio attento e meticoloso sulla sua storia ripercorrendo, sin dalla sua infanzia, la trasformazione da una lady qualunque alla nascita della The Lady spirito e speranza per tutti i birmani come modello di coraggio per la libertà.
I passaggi dal normale quotidiano alla lotta fratricida son così crudi da sembrare spesso irrealistici agli occhi di chi non li vive, porta lo spettatore a chiedersi davvero cosa succede nel resto del mondo e invita a non dimenticarsi di tutte quelle guerre che, nonostante le notizie passeggere date dai vari mezzi di informazione, continuano a verificarsi senza sosta e senza ancora una voce che li sorregga e ponga fine.

 

 

"All'interno di un sistema che nega l'esistenza di diritti umani fondamentali, la paura tende a essere all'ordine del giorno.
Una forma molto insidiosa di paura è quella che si maschera come buon senso o addirittura saggezza, condannando come sciocchi, inconsulti, insignificanti o velleitari i piccoli atti di coraggio quotidiani che contribuiscono a salvaguardare la stima per se stessi e la dignità umana.Ciò che conduce l'uomo a osare e a soffrire per edificare società libere dal bisogno e dalla paura è la sua visione di un mondo fatto per un'umanità razionale e civilizzata. Non si possono accantonare come obsoleti concetti quali verità, giustizia e solidarietà, quando questi sono spesso gli unici baluardi che si ergono contro la brutalità del potere." -
San Suu Kyi

 

 Senza dubbio un lavoro di macchina da presa preciso e scavatore nel profondo della persona protagonista di innumerevoli torti e soprusi ma, nonostante tutto, sempre ferma e decisa come una "orchidea di ferro" (come la immaginava il marito) tanto dolce e amorevole quanto forte e rivoluzionaria.
Sia Michelle Yeoh che David Thewlis riescono brillantemente a dare corpo e voce a questa storia sottolineando come la famiglia e l'amore per quello che si fa è più grande di ogni cosa.
La pellicola si conclude con una scena del 2007 del cammino dei monaci buddhisti verso la casa di Suu Syi che li riceve salutando dal cancello della sua casa-prigione quasi innalzandosi come uno spirito divino che veglia su di loro. Di sicuro ormai è una icona al pari di Gandhi o Mandela, il vero problema è non dimenticare ciò che loro hanno fatto e che continuano ancora a fare.

 

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