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Settimana della critica: Huanggua - Cucumber


04.09.2008 - Valentina Iuffrida

In Huanggua di Zhou Yaowu, uno dei protagonisti è un vegetale: il cetriolo ("cucumber" appunto).
Da Chen e sua moglie gestiscono un banchetto abusivo di verdure nei sobborghi di Beijing, per poter pagare gli studi al proprio figlio. Ogni volta che il bambino supera un esame a scuola viene premiato: lui vuole andare da McDonald's, suo padre gli promette un piatto di straccetti di maiale al sapore di pesce, servito con contorno di cetrioli alla soia. Lao Che è un disoccupato in cerca di lavoro, impotente, con una moglie che lo tradisce ed un figlio che spende troppi soldi inutilmente. Ogni giorno compra dal banco di Da Chen i cetrioli che gli servono per preparare il suo piatto preferito: il rognone piccante. Tutti i giorni. Xiao Chen è invece un venticinquenne aspirante regista che passa il suo tempo a giocare ai videogiochi, aspettando che vengano approvati i finanziamenti per il suo film. Ogni giorno mangia un piatto di pollo agli anacardi, preparato sempre con i cetrioli che compra da Da Chen. A mantenerlo, c'è la sua ragazza Coco. Cucumber è un film molto europeo nella struttura, circolare e il suo ritmo è lento ma mai noioso. È ironico per quel che riguarda il rapporto con il sesso e con il cibo, giocato molto sui facili doppi sensi che il "cetriolo" suggerisce, senza mai essere volgare. Il regista Zhou Yaowu, tuttavia, distrugge tutto negli ultimi minuti con un finale assurdo e immotivato, che palesa la fretta di concludere con un colpo di scena inutile, che comunque si conquista l'apprezzamento del pubblico in sala.

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