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Rachel Getting Married


05.09.2008 - Andrea Pirrello

Tratto dallo Speciale sulla 65ma Mostra del Cinema di Venezia

Rachel Getting Married è una delle pellicole americane in concorso alla Mostra di Venezia.
Ma questavolta non siamo di fronte alla macchina hollywoodiana, benché la protagonista sia Anne Hathaway, e il regista, il premio oscar Jonathan Demme. Si tratta di una piccola storia familiare, intima, che il regista sceglie di raccontare con una macchina a mano, sempre vicino ai personaggi, mai invadente. Uno sguardo capace di cogliere le sfumature dei sentimenti che legano i protagonisti, come se stesse registrando la realtà, quella quotidiana. Molti i momenti in cui l’osservazione degli attori si sostituisce al testo con efficacia. Una storia drammatica, ma che non cede alla retorica. La sceneggiatura solida non scivola mai nel sentimentalismo, anzi, riesce a mescolare i toni della commedia e del dramma con equilibrio. Se la vicenda narrata è simile a quella di tante storie familiari raccontate dal cinema, il modo di metterla in scena, l’interpretazione degli attori, non risultano mai banali. Sono gli attori il vero centro del film, sono loro con i propri personaggi a portare lo spettatore con loro a vivere da vicino i propri drammi. La scelta di girare con la macchina a mano è solo funzionale al tipo di storia narrata. Una direzione degli attori da maestro d’orchestra, che regala al pubblico una insolita Anne Hathaway. Demme ci riporta al cinema di John Cassavetes, per il tipo di storia che propone e soprattutto per il modo in cui sceglie di mettere in scena questo piccolo spaccato di una famiglia America. Rapporti familiari delicati e fragili raccontati più dai silenzi e dalle immagini che dalle parole.

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