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Intervista a Eleonora Saracino - Parte prima


12.05.2010 - Michele Annese

 Nel 2000 l'esordio letterario.  Un libro su Johnny Depp. Dopo quasi 10 anni, la Saracino, decide di pubblicare un altro libro, chi sarà il protagonista questa volta? Sempre lui, Johnny Depp! A questo punto,  incuriositi, abbiamo cercato di capire il perchè di una scelta tanto singolare.

 La domanda è inevitabile: da cosa nasce l' esigenza di scrivere ben due libri su questo attore?

E. Saracino: Perché in realtà il primo libro era dedicato ad un attore che era un outsider, molto amato dalla critica, che aveva sempre scelto ruoli particolari e che era famoso principalmente per questo suo sodalizio con Tim Burton, per cui nell’idea dell’editore c’era la voglia di parlare di un attore che si stava affermando in una Hollywood ormai satura di divi, che avevano improntato il proprio successo sulla propria bellezza, mentre lui non esitava a trasformarsi, imbruttirsi, ingrassarsi, come in Edward mani di forbici o Paura e delirio a Las Vegas, o ad invecchiare come nella Nona porta. Nel secondo libro abbiamo pensato che ormai Johnny Depp fosse divenuto a tutti gli effetti un divo, anche se in maniera abbastanza bizzarra, avendo fatto sempre scelte molto coraggiose, lavorando per registi “off” come John Waters o lo stesso Tim Burton, che ha sempre scelto personaggi molto particolari da affidargli, e che però è arrivato al successo a 40 anni proprio con un Blockbuster, perché in effetti è con i Pirati dei Caraibi, tra l’altro sdoganando una delle bestie nere di Hollywood, che era il film sui pirati dato che, tramontata l’epoca di Douglas Fairbanks, un film sui pirati era divenuto sinonimo di sicuro flop, riportando in auge un genere con il personaggio di Jack Sparrow, questa figura di masnadiero, di corsaro scombinato, anche un po’ rock e che si è rivelato un grandissimo successo…

Fortuna legata molto al personaggio, ma comunque dei bei film…

E. Saracino: Sì, sono film molto lontani dalle sue scelte iniziali, molto Hollywoodiani; i film targati Disney che eccitano il pubblico, grazie alle star, vedi Orlando Bloom e Keira Knightley, e agli effetti speciali. Depp è arrivato al successo con un blockbuster, è vero, ma creando un personaggio come Sparrow, che è già un cult.

Come spieghi questo suo passaggio da outsider a interprete di una cinematografia così diversa, sai dirmi il perché di questa scelta così radicale?

E. Saracino: Contestualizzando la sua scelta. Il fatto stesso che Depp abbia accettato di interpretare un ruolo, come quello del pirata, in un momento in cui, ormai da decenni, questo genere veniva accuratamente evitato da ogni produttore e da ogni attore, dimostra che, ancora una volta, ha avuto il coraggio di osare. Inoltre il personaggio di Jack Sparrow, per sua stessa ammissione, lo intrigava particolarmente e i pirati su di lui avevano sempre avuto un certo fascino, tanto da averli definiti, in più di un’occasione, “le rockstar dell’epoca”. Il rischio fa parte delle sue scelte d’attore e, probabilmente, nemmeno Depp si aspettava un successo di questa portata. Tuttavia, nonostante questo, è poi ritornato ad interpretare personaggi molto particolari come il Cappellaio matto in Alice in Wonderland o personaggi molto dolorosi come quelli che caratterizzarono gli inizi della sua carriera; mi riferisco a John Dilinger di Nemico Pubblico, un ruolo molto importante e molto maturo che, forse, non gli sarebbe stato offerto se ad Hollywood non si fosse affermato come il divo che è ora grazie ai Pirati dei Caraibi.
Continua...

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