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Les Petits Mouchoirs


31.10.2010 - Maria Rosaria Donisi

dal Festival Internazionale del Film di Roma

Maria Rosaria Donisi

 
 

Amicizia e piccole bugie in gruppo di ultratrentenni, che solo all’apparenza sembrano essere sinceramente uniti tra loro. Perché si sa, è difficile sfuggire alle dinamiche che caratterizzano una compagnia, in cui ci si coalizza a turno in altrettanti piccoli gruppetti. Così nascono i pettegolezzi, i fraintendimenti e i numerosi equivoci presenti in Les Petits Mouchoirs danno il via a situazioni in cui l’ironia padroneggia su tutto.

Un film che ha il pregio di avere una sceneggiatura impeccabile, e come in tutte le storie che vogliono rispecchiare la realtà, l’umorismo si unisce a situazioni di sfondo drammatico. La vicenda comincia con l’incidente di Ludo, un componente del gruppo; dopodiché i protagonisti decidono comunque di andare in vacanza al mare, noncuranti delle condizioni di salute in cui si trova l’amico.
Ed ecco farsi avanti le bugie bianche che riescono a portar scompiglio, e intanto il ricordo dell’amico in ospedale sembra sbiadire: tutti sono fondamentalmente infelici, presi dalle loro faccende personali, dagli amori finiti, dallo stress per il lavoro che neanche in vacanza sembra diminuire. Insomma un’allegra compagnia che però tende ad esplodere anche dinanzi alle situazioni più banali.



Le tensioni sono sempre alla porta: Max, il proprietario della casa dove trascorrono le vacanze, è il primo ad esplodere, Marie è un’antropologa che in realtà non ha molta dimestichezza con i rapporti umani, e Vincent, che ha tanti anni di matrimonio alle spalle, d’un tratto scopre di provare strani sentimenti nei confronti di Max. Tra loro, c’è un vecchio amico d’infanzia, Jean–Louis, di professione ostrichiere che vive nella località ove ogni anno il gruppo di reca per trascorrere le vacanze: soltanto lui sarà in grado di fargli vedere la realtà.

Un storia d’amicizia che si allontana dai soliti stereotipi con cui solitamente viene affrontato l’argomento, con un finale che, contrariamente al resto del film, si rivela un po’ troppo romantico. Da menzionare la colonna sonora, ricca di pezzi cult.


 

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