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Siamo un po' tutti Salvatore


07.01.2012 - Valeria Roccella

 

 

"Sai cosa farei se fossi al tuo posto?
Berrei la via Lattea, inghiottirei le comete, mangerei l'alba a colazione, il giorno a pranzo e la notte a cena, inviterei me stesso, da quello splendido compagno di tavola che sono, al banchetto di tutte le glorie, e saluterei Dio come mio ospite!
Accumulerei una magnifica fame, un'enorme sete e correrei attraverso gli spazi ubriachi intonando il terribile canto dell'eternità".
                                              (V. HUGO)

 

 

Salvatore è la storia di un viaggio, una favola fatta di profumi, di colori e di respiri.
Una contaminazione di lingue, linguaggi e ritmo.
Una discesa leggera verso il cratere centrale dell’ Etna, altro protagonista del testo.
Novello Empedocle, Salvatore racconta e “vive” in 5 quadri la sua vita, tutti i personaggi in una sola voce, in un solo urlo fino all’assunzione in cielo come dimostrazione della propria divinità.
Il punto di partenza è un grembo materno, il punto d’arrivo un non luogo, dove convivono la follia, il ricordo e la febbre.
L’uso del dialetto siciliano, o meglio del catanese, è l’unico mezzo espressivo dell’emozione; invece il racconto, in prima persona, in lingua italiana, detta i tempi dell’azione e crea il mondo del ricordo e del particolare.
I due linguaggi si fonderanno con un procedere “in avanti”, con una punteggiatura fatta di respiri… di interpunzioni fino alla piena coscienza, nel quadro finale, della propria rivoluzione umana.
Cristianesimo, paganesimo, “esserci” oppure no… convivono in una quotidianità fatta di termini gergali e di un immaginario consumistico, fondendo “l’alto” e “il basso” e mischiando i colori fino al buio che è nero, di pietra lavica… fino ad appartenersi nella speranza.


Salvatore – Favola Triste Per Voce Sola nasce dalla codificazione di una metodologia di lavoro su e con l’attore, incentrata sull’improvvisazione di un “percorso di vita del personaggio”.
Tutto lo spettacolo viene magistralmente messo in atto da Silvio Laviano, attore nato a Catania e formatosi alla Scuola del Teatro Stabile di Genova nel 2002, che alterna la sua istrionica attività artistica sia in campo teatrale che cinematografico e televisivo.
Dal 2007 inizia la sua collaborazione con la trainer/attrice Sabrina Jorio e con il regista napoletano Tommaso Tuzzoli approfondendo la ricerca sulla drammaturgia contemporanea fino all'arrivo di questa idea di uno spettacolo a tutto tondo e in cui tutto viene espresso con magistrale semplicità ed efficacia.
 

Salvatore non è solo una "favola triste per voce sola" ma senza dubbio è un ritorno al passato di ognuno nei propri ricordi e la sua voce è alla fine la voce di tutti.

 

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